Fiori nel cemento

Luglio 15, 2008

Sono tornato a fotografare il Serpentone (come è conosciuto a Roma) nella zona di Corviale. Ci torno perchè passeggiando nei suoi infiniti corridoi grigi di cemento e osservando la vita che vi si svolge ho la sensazione che spesso sia una lente d’ingrandimento del nostro paese.

Nonostante tutto ci si vive e in ogni angolo c’è evidenza della presenza umana: per marcare il territorio, per rivendicare un’identità altrimenti appiattita, per affermare una volontà di riscatto.

Ci sono immagini che mi trasportano dalla disperazione alla speranza, dalla gabbia in cui sento chiusa l’anima degli esseri viventi in questo luogo al desiderio di esserci semplicemente colorando questo grigio. Che resta grigio però!

Ho incontrato diverse persone, mi hanno fermato e mi hanno raccontato la loro vita senza che io chiedessi loro nulla. Ho conosciuto Remo che lotta per uno degli innumerevoli diritti che vengono calpestati in questo luogo. Un luogo dentro la città a cui la città non sa fare altro che spedire il “decoro”. (Paolo Piccolo)

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People in New York City

Aprile 24, 2008

New York City rappresenta in modo molto complesso gli U.S.A. : da un lato non ha nulla della provincia americana, della celeberrima middle-class che è il cuore pulsante degli Stati Uniti, dall’altro però ne costituisce la fotografia quando si pensa all’integrazione delle diverse etnie e culture che in questa città ha trovato la forma più evoluta e completa.

Le persone, People, sono l’immagine stessa della Grande Mela, più dei suoi grattacieli. E’ la risultante delle forze culturali portate dagli individui, ognuno con la sua storia e tradizione, che anche nel corso delle generazioni successive alle diverse ondate di immigrazione ha reso New York uno straordinario specchio della società occidentale.

Attraverso lo sguardo non superficiale su questo popolo si legge la storia passata ma anche quella presente, non sempre serena, di una paese ma forse di un’intera cultura, che affronta a fatica il presente non avendo però la fiducia nel futuro che da sempre è stato il motore che l’ha spinta in avanti.

ENGLISH VERSION

New York City represents the USA in complex ways. On the one hand, it has nothing of the American province, of that most famous middle class that is the beating heart of the United States. On the other, however, it is its image, if we think of the integration of the various ethnic and cultural groups that, in this city, has reached its most developed and accomplished form.

People are the image itself of the Big Apple, more than its skyscrapers. The city is the result of the cultural drives brought forward by individuals, each with their history and tradition which, even in the generations following the various waves of immigration, made New York an extraordinary reflection of Western society.


Through a non-superficial look at this people one reads the past, but also the present, sometimes troubled history of a country and perhaps of a whole culture, which deals with difficulty with the present, having lost the faith in the future that has always been its driving force.

(Traduzione a cura di Silvia Cattaneo)

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Danzando

Luglio 1, 2007

La danza è una delle forme di espressione più antiche. Gli uomini e le donne danzano da sempre, in tutti i luoghi della terra, a qualsiasi razza e religione appartengano.

La danza mette in comunicazione l’uomo con se stesso, in alcune civiltà addirittura con i morti o con gli Dei. Nella ritmo della danza donne e uomini trovano il battito primordiale della vita, la prima espressione del desiderio, l’unione con la natura e con l’intero universo.

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Sperlonga e la costa d’Ulisse

Giugno 5, 2007

Sperlonga E’ un piccolo borgo marinaro a metà strada tra Roma e Napoli, arroccato in cima ad uno sperone roccioso ricco di scalette e viuzze che s’inerpicano e discendono fino a scivolare dolcemente in un mare da favola. Per le acque limpide che lambiscono questo tratto del litorale laziale, dal 1996 il mare di Sperlonga detiene il titolo di Bandiera Blu d’Europa, a cui s’aggiunge un altro importante riconoscimento: quello di Borgo più bello d’Italia. Questi due prestigiosi riconoscimenti scaturiscono rispettivamente dalla ricchezza di un patrimonio naturale unico e dalle particolarità architettoniche del luogo. In questo piccolo borgo, la bellezza e la cultura si sono fuse in un connubio di armonia profonda e di equilibrio esemplare.

Le origini di Sperlonga risalgono ad antiche leggende greche. Esiodo narra che Zeus s’innamorò di Sperlonga, ninfa e dea del calcare a gocce. Nel tempo questa attrazione per la bella ninfa si trasformò in impetuosa ed irruenta passione. Il focoso amplesso tra Zeus e Sperlonga sconvolse il litorale e innalzò così la terra nelle austere falesie, oggi meta preferita di free-climbers provenienti da tutto il mondo. Su queste superbe e suggestive pareti rocciose a picco sul mare è possibile praticare l’arrampicata libera. Sono falesie di calcaree molto solide che ben si prestano a questo tipo di pratica sportiva. Poche e semplici regole da seguire per praticare l’arrampiacata senza subire danni fisici faranno vivere allo sportivo emozioni uniche in uno scenario incantevole. Una particolarità: queste falesie sono popolate da numerose specie d’uccelli. Gli sportivi che percorrono queste pareti nei periodi meno caldi dell’anno cercano di creare una sorta di convivenza tra i volatili. I climbers cercano il più possibile di non disturbare l’ecosistema del Parco Regionale della Riviera d’Ulisse. Alcuni arrampicatori raccontano che i rapaci non si infastidiscono, anzi scrutano con particolare attenzione gli sportivi durante la scalata.

Un libro per approfondire

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