La favola dei derivati: l’anno dopo
febbraio 7, 2009
di Flavio Angelini
Giufà l’anno prima ha firmato un contratto swap con opzioni con la banca del villaggio allo scopo di vendere le sue olive a 100 soldi al quintale ogni ottobre, di avere insomma un contratto che lo protegge dalle perdite dovute alle variazioni di prezzo delle olive. A ottobre il prezzo delle olive è di 95 soldi al quintale e Giufà vende i suoi 10 quintali di olive a un produttore d’olio per un totale di 950 soldi.
La banca, grazie al contratto sottoscritto, gli dà 100-P=5 soldi al quintale, cioè 50 soldi. Giufà è contento perché il contratto gli ha fatto guadagnare 50 e alla fine si è ritrovato in tasca i 1000 soldi che voleva. La voce che Giufà ha fatto una delle sue solite furbate, mentre tutti gli altri coltivatori di olive della zona ci hanno rimesso, si sparge come il vento. Il banchiere del villaggio va da Giufà e gli fa: “Giufà, tu ormai hai capito che con questi contratti bancari c’è tutto da guadagnare. Oggi ti propongo un contratto ancora più adatto a te. Chiudiamo quello di prima e te ne faccio firmare uno migliore, in cui ci puoi guadagnare di più.”
Giufà è interessato, certo. Il banchiere gli spiega il contratto: “Questo nuovo contratto funziona che se il prezzo delle olive rimane sotto i 105 tu ci guadagni sempre 5 soldi al quintale, una quota fissa. Anche se sale oltre i 100 soldi. Te lo disegno così per te, perché tanto il prezzo delle olive non è mai andato sopra i 105 al quintale, perché dovrebbe andarci in futuro?” - “Beh, tanti anni fa è successo.” – gli ricorda Giufà. - “D’accordo, ma c’era stata un’alluvione fuori dalla norma. Comunque, dicevo, sotto i 105 soldi al quintale sei coperto, sei assicurato, il contratto ti paga sempre 5 soldi. Meglio di quello che hai adesso, che se il prezzo sale sopra 100 ci devi rimettere il guadagno che potresti avere vendendo le olive.”
Giufà si fa gargarozzone: “E se scende ancora, sotto i 95?” “Come il contratto che hai già, prendi sempre 5 soldi anche se scende a 90 soldi. Se vuoi la possibilità di guadagnare di più se va sotto i 95 soldi si può fare, ma non ti conviene, ti costerebbe troppo. Non te lo consiglio, anche perché troppo sotto i 95 le olive non andranno, è sicuro.”
Il contratto è chiaro, se le olive stanno sotto i 105 soldi al quintale Giufà guadagna fisso 5 soldi al quintale. La formula che descrive il contratto è molto semplice: 5 se P <= 105
Meglio di quello precedente, dove Giufà poteva guadagnare di meno o anche perdere. A Giufà sembra conveniente e chiede il contratto da firmare. “Un’ultima cosa” – fa il banchiere – “che tanto è impossibile: se il prezzo sale sopra i 105 soldi al quintale, che è praticamente impossibile” – ripete – “tu devi pagare la differenza tra il prezzo e 100 più restituire i 10 soldi della fascia di protezione. Tanto non succederà mai, ma serve per bilanciare i benefici con degli, pur impossibili, svantaggi in modo da abbassare il costo del contratto. Altrimenti mi dovresti pagare un bel po’ di soldi. Invece così chiudere l’altro contratto e aprire questo non ti costa nulla. ”
Giufà non ha capito, ma si fida, tanto non succederà mai, firma e se ne va tutto contento. La formula che descrive il contratto è
5 se P <= 105
100 – P – 10 se P > 105
La voce che Giufà ha firmato un nuovo contratto si sparge. “Se l’ha fatto quel furbone di Giufà” – pensano tutti i produttori agricoli e tutti quelli che hanno da vendere cose, capre, arnesi, padelle – “allora lo faccio pure io.” Tutti corrono alla banca del villaggio a chiedere di fare come Giufà.
L’anno dopo il prezzo delle olive sale a 102 soldi al quintale. Giufà è soddisfatto, il bancario gli ha fatto proprio un gran favore. Con il vecchio contratto Giufà avrebbe perso 2 soldi al quintale, e quindi si sarebbe ritrovato in tasca i soliti 1000 soldi, mentre con il nuovo ha i 5 soldi fissi al quintale del contratto, più 102 X 10 = 1020 dalla vendita delle olive, un totale di 1070 soldi. In termini moderni, un 7% in più.
Il prezzo è salito, ma non potrà mica sempre salire. E invece l’anno dopo il prezzo delle olive sale ancora, a 110 al quintale. Giufà subisce una perdita di 100-110-10=-20 soldi al quintale per via contratto, cioè deve pagare 200 soldi alla banca. Pensa Giufà: “Vabbè, non ci si può mica sempre guadagnare.”
L’anno dopo ancora il prezzo arriva a 120 soldi e Giufà ne deve pagare 300 alla banca. In più, considera che i terreni di Giufà non hanno nemmeno prodotto i soliti 10 quintali: il primo anno ne hanno prodotti 9, il secondo 8. Cosicché i soldi netti che Giufà si trova in tasca a ogni ottobre, ad esempio per quell’ultimo anno, sono di 120 X 8=960 soldi della vendita delle olive meno i 300 del contratto, 660 soldi.
Giufà corre immediatamente alla banca alquanto contrariato, piuttosto arrabbiato. Il bancario gli fa: “E però Giufà, fino a che ti è andata bene non hai detto nulla. Adesso che hai qualche perdita, non ti puoi lamentare.” - “D’accordo” – fa Giufà – “però voglio uscire dal contratto, te lo voglio restituire, lo voglio strappare insomma. “Si può fare, certo.” – fa il banchiere e spinge un po’ di tasti sul computer. Poi dice: “Sono 62.83 soldi al quintale. Mi devi dare 628.3 soldi in tutto.” dice il banchiere con aria affranta. ”
Ma come” – fa Giufà – ” ti devo pagare per rivenderti una cosa? Non si può fare come abbiamo fatto le altre volte, senza pagare nulla, una stretta di mano e via.” - “Beh, no Giufà, il costo del contratto me lo dà il computer, lo sai, e stavolta mi dà che, alle condizioni del mercato di adesso, con il prezzo delle olive com’è ora e che fa il matto, sei tu che mi devi pagare se lo vogliamo concludere. Come ti posso spiegare, come se mi volessi dare una persona in cura. Mi devi dare dei soldi perché io mi prendo una bella rogna e devo pagare per le cure. Ma non ti preoccupare Giufà, ti cerco un altro contratto e sistemiamo tutto con pochi soldi. Una soluzione la troviamo, torna domani che vedrai che risolviamo tutto.”
Così Giufà, da furbo che era stato, rischia di rimanere un anno con soli 31.7 soldi, se fai i conti. E il prossimo anno, come farà a coltivare i suoi olivi?
La prima parte della favola di Giufà la puoi leggere QUI



