I delfini nuotano nel mare di Corviale

giugno 10, 2009

Uomo libero, sempre tu amerai il mare!
Il mare è il tuo specchio; tu miri,
nello svolgersi infinito delle sue onde, la tua anima.
Il tuo spirito non è abisso meno amaro.
Ti compiaci a tuffarti entro la tua propria immagine;
tu l’abbracci con gli occhi e con le braccia,
e il tuo cuore si distrae alle volte dal suo battito
al rumore di questo lamento indomabile e selvaggio.
Siete entrambi a un tempo tenebrosi e discreti:
uomo, nessuno ha mai misurato la profondità dei tuoi abissi;
mare, nessuno conosce le tue ricchezze segrete,
tanto siete gelosi di conservare il vostro mistero.
E tuttavia sono innumerevoli secoli
che vi combattete senza pietà né rimorsi,
talmente amate la carneficina
e la morte, eterni lottatori, fratelli.

L’uomo e il mare, Charles Baudelaire

Se tu hai una mela e io ho una mela e ce le scambiamo, allora tu e io abbiamo sempre una mela per uno. Ma se tu hai un’idea e io ho un’idea e ce le scambiamo, allora abbiamo entrambi due idee.” Questo ci insegna George Bernard Shaw e il racconto scritto nel gruppo Quelli che nella prossima vita diventeranno delfini, su Facebook, è riuscito a interpretare proprio questo principio di condivisione, di reciprocità, di scambio.

Il social network, utilizzato da milioni di utenti, è una finestra aperta sul mondo, un’agorà dove ogni sfaccettatura umana trova la sua dimensione, il suo spazio per esprimersi. C’è chi lo usa per gioco, chi per promuovere le sue attività, o per divulgare eventi e informazioni, chi solo per curiosità e chi riesce con una sorprendente spontaneità a mettere insieme tante persone diverse coinvolte in un continuo e reciproco scambio di idee e emozioni.

È questo quello che è successo agli iscritti del gruppo, che si sono ritrovati a scrivere a più mani condividendo la creazione di questo racconto.
L’esperimento di scrittura collettiva ha riscontrato un grande successo forse inaspettato, ma sperato, il viaggio intrapreso dai delfini è metafora del viaggio interiore di ogni partecipante: ogni luogo visitato, ogni incontro fatto, ogni avventura intrapresa, ogni sensazione provata è stato il tramite per descrivere e fermare i ricordi, le emozioni, le paure, i sogni, la fantasia di ogni improvvisato scrittore che con grande passione e amore è riuscito in questa impresa letteraria.
Walter Elias Disney diceva “Andiamo sempre avanti, aprendo nuove porte e facendo cose nuove, perché siamo curiosi… E la curiosità ci porta verso nuovi orizzonti.”, i nostri amici delfini queste porte le hanno aperte e la curiosità non li ha abbandonati, anzi è il motore che li spinge ad andare alla scoperta di nuovi mondi e di nuove emozioni.
Ogni partecipante, culturalmente e geograficamente distante dall’altro, si è riconosciuto gruppo non solo perché iscritto, ma perché si è sentito parte della rete che si è andata sviluppando attraverso i vari legami emozionali che sono nati, perché ha sviluppato la propria identità nel gruppo seguendo una regola non scritta ma condivisa di interdipendenza e di co-creazione.
Ogni elemento inserito ha dato valore al racconto e come Walt Withman citava nei suoi versi, “che tu sei qui, che esiste la vita e l’individuo, che il potente spettacolo continua, e tu puoi contribuirvi con un tuo verso.”

Artoong vi aspetta  Venerdi 12 Giugno alle ore 17.30 per la presentazione del racconto che si terrà nei locali della Biblioteca comunale Corviale, Via Mazzacurati 76  a Roma .

Ed ecco ce ne andiamo come siamo venuti
arrivederci fratello mare
mi porto un po’ della tua ghiaia
un po’ del tuo sale azzurro
un po’ della tua infinità
e un pochino della tua luce
e della tua infelicità.
Ci hai saputo dir molte cose
sul tuo destino di mare
eccoci con un po’ più di speranza
eccoci con un po’ più di saggezza
e ce ne andiamo come siamo venuti
arrivederci fratello mare


Arrivederci fratello mare, Nazim Hikmet

Dario Amadei

La scrittura creativa per bambini a Corviale

dicembre 16, 2008

Il Serpentone nel quartiere Corviale di Roma

Il Serpentone nel quartiere Corviale di Roma

Di famigerati corsi di “scrittura creativa” sono piene le bacheche di molte scuole e università, moltissimi italiani si sono cimentati nella difficile arte della narrativa con il sogno malcelato di poter un giorno pubblicare un best seller.

Quando però di scrittura creativa si parla a dei bambini, l’aggettivo creativo risulta essere pleonastico perchè tutto ciò che viene vissuto nell’infanzia è esso stesso creativo e magnifico. Se però è naturale per un bambino pensare e sognare seguendo i mille sentieri della fantasia che ne contraddistingue l’animo, più articolato e complesso diventa per lui strutturare questo pensiero in un racconto utilizzando la lingua italiana.

La Biblioteca Corviale di Roma, nel XV municipio, ha promosso una serie di incontri con un gruppo di bambini del quartiere affidati all’abilità dello scrittore per l’infanzia Dario Amadei. In quattro incontri un gruppo di otto bambini dai 7 ai 10 anni ha ideato, strutturato, scritto e illustrato un racconto per il prossimo Natale che è stato poi montato in un video, che vi proponiamo alla fine del post,  da loro stessi presentato nel corso di una piccola manifestazione tenutasi lo scorso 13 dicembre.

Un modo diverso per augurare Buone Feste a tutti i lettori di Artoong.

Fiori nel cemento

luglio 15, 2008

Sono tornato a fotografare il Serpentone (come è conosciuto a Roma) nella zona di Corviale. Ci torno perchè passeggiando nei suoi infiniti corridoi grigi di cemento e osservando la vita che vi si svolge ho la sensazione che spesso sia una lente d’ingrandimento del nostro paese.

Nonostante tutto ci si vive e in ogni angolo c’è evidenza della presenza umana: per marcare il territorio, per rivendicare un’identità altrimenti appiattita, per affermare una volontà di riscatto.

Ci sono immagini che mi trasportano dalla disperazione alla speranza, dalla gabbia in cui sento chiusa l’anima degli esseri viventi in questo luogo al desiderio di esserci semplicemente colorando questo grigio. Che resta grigio però!

Ho incontrato diverse persone, mi hanno fermato e mi hanno raccontato la loro vita senza che io chiedessi loro nulla. Ho conosciuto Remo che lotta per uno degli innumerevoli diritti che vengono calpestati in questo luogo. Un luogo dentro la città a cui la città non sa fare altro che spedire il “decoro”. (Paolo Piccolo)

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