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Ci piace riproporre la recensione di un film uscito quale anno fa, ma di notevole fascino ed attualità: Respiro di Emanuele Crialese.

Grazia vive senza pelle. Come molti folli.
Ha reazioni abnormi ai fatti osceni della vita che si consumano in gesti minimi di quotidiana violenza.
Grazia non distingue tra il giusto e l’opportuno. Immersa in una sensualità indiscriminata, respira nell’acqua dove gli altri muoiono, soffoca nell’aria torrida che ha bruciato gli isolani nei volti e nell’anima, si ribella isterica a costrizioni millenarie. E subisce.
Il mare la avvolge e l’accarezza, la protegge dal rumore e dal male, contiene i suoi sentimenti, esalta le sue passioni.
Grazia ride e ti spalanca addosso gli occhi di bambina, Grazia gioca. Grazia nuota nuda, parla con gli stranieri e ama i suoi figli.
Pietro, il marito, è un pescatore cavernicolo, sedotto della sua Maria bambina, misto pagano di sopruso e amore. Sanguigno e protettivo.
Quanti animali in questa Itaca contemporanea, animali cani, animali bambini, animali uomini, pettegoli, intriganti, santi e pescatori. Non c’è linea d’ombra tra animale e umanità profonda, e non c’è ombra sull’isola assolata il cui il ritmo del giorno è scandito da fatti e da gesti poveri.

Tutto è intenso.
Chissà se Emanuele Crialese sapeva dove voleva arrivare in quest’opera. Il film vive infatti di vita propria, è la creatura autonoma e sorprendente nelle mani del regista.
La Golino è uguale a se stessa, ce la immaginiamo così fuori dal set: sensuale, sregolata, egocentrica, bizzarra, strafottente e un po’ bambina. Forse per questo ha egregiamente interpretato una parte tanto difficile fino a diventare lei stessa il film. Non dimeno sembra una straniera, un mito, una leggenda più che una donna siciliana che si ribella ad un sistema oppressivo imponendo la sua voglia di vivere.
Chi ha visto questo film non dimenticherà il tam tam primordiale della caccia ai cani randagi, né gli abbracci di lei e il suo essere mare, o le ginocchia di Pietro sulla spiaggia assolata. E soprattutto non scorderà il loro incontro di amanti sposi, nel fuoco
e nel silenzio di un rito notturno, eco del sentimento profondo che unisce
due vite appassionate.
Ottima la regia, pregevole il tentativo di fare un’opera diversa e originale.
La sceneggiatura tuttavia risulta frammentaria. Il film appare come un prezioso mosaico di quadri intensi legati da una strada: quella che collega il villaggio alla spiaggia e l’acqua all’anima degli abitanti di Lampedusa.
Crialese è un talento brillante e questa prova d’autore è notevole.

Patrizia Genovesi

Pipistro: poeta, esperto di politica internazionale, avvocato, blogger.

E’ difficile raccontare come un poeta sintetizzi la vita. Come l’universo si pacifichi e si combatta dentro di lui. L’arte, resa visibile grazie al talento, ha a che fare con l’eccellenza e sembra essere un modo benedetto di comunicare, uno dei pochissimi in grado di muovere profondamente la persona. Nell’empatia che si stabilisce tra il poeta e il lettore, si creano ampi spazi di condivisione . Si crea un luogo di accoglienza e di opportunità, in cui dare al proprio vissuto un respiro universale. Questo tipo di opera poetica viene riconosciuta come oltre, oltre l’ordinario, l’evidente, il banale.

Vita
lungo grigio dolente
inverno sei dell’anima
e della carne inferno
sei imbarazzante lacrima
che con il passo isterico
un agnello tremante
reca con sé all’altare
e in vista del coltello
impreca e urla
d’esser per tale burla
unto ed oggetto
deriso e benedetto
della paura avita
del pianto e del sorriso
della vita

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Oggi a Roma si è tenuto il V Summit sull’industria della Comunicazione, promosso dalla Fondazione Rosselli. E’ un appuntamento ormai fisso per l’industria dei media che si ritrova per discutere intorno ai risultati dell’annuale ricerca della Fondazione.

I rappresentanti sia dei broadcaster sia di chi produce più o meno indipendentemente contenuti televisivi si sono succeduti sul palco per una mattinata densa di interventi anche se, a nostro parere, non particolarmente ricca di spunti di innovazione.

La fotografia che emerge, non tanto dall’approfondito studio della Fondazione, quanto dagli speaker non è infatti delle più incoraggianti per il futuro di questa industria strategica per ogni paese che si rispetti: poche idee veramente innovative per non dire nessuna, mancanza di visione strategica al di fuori degli schemi convenzionali. La sensazione che anche in questo contesto si sia in presenza di un circolo chiuso, di una casta che vuole mantenere il potere economico che si è conquistato nell’ultimo ventennio è molto netta.

Artoong vuole però proporvi integralmente gli interventi principali in questo primo post, rimandando ad uno successivo un servizio di più ampio respiro sugli altri oratori. Vi presentiamo quindi la sintetica ed efficace esposizione della Prof. Flavia Barca che della Fondazione Rosselli è la cordinatrice e quello del Ministro delle Comunicazioni Paolo Gentiloni Silveri