I fotografi dello spaziotempo
Giugno 6, 2007
“La fotografia oggi documenta il reale e preannuncia il possibile, ovvero rivela storie di vita e descrive visivamente mondi virtuali . Si pone come mezzo potente di indagine della sconvolgente scoperta che unisce lo spazio e il tempo in un’unica reale prospettiva”. controc@nto
Il bianco e il nero e i grandi fotografi
Maggio 11, 2007
Gran parte della foto d’autore è scattata in bianco e nero. Gran parte dei reportage sono scattati in bianco e nero. Si dice che il bianco e nero sia uno stile per “intenditori”.
Ci si chiede perché, visto che il mondo è a colori. Visto che il colore è stato l’elemento qualificante della grande pittura, visto che l’avvento del colore nel cinema è stata considerata una rivoluzione. Come coesistono l’alta definizione con l’impressionismo pittorico, l’iperrealismo e il cromatismo esasperati di certe foto di moda con la bicromia? Perché mentre il grande fotografo fa del bianco e nero la sua cifra, il pittore la fa del colore ed entrambi raccontano la realtà? E’ una scelta stilistica o c’è qualcosa di più?
In altre parole qual è il fascino del bianco e nero e soprattutto qual è la sua potenza? La nostra percezione della realtà avviene in gran parte attraverso i contrasti, per vuoti e per pieni, per presenze e per assenze e non solo nella realtà visiva ma anche in quella emozionale. Il buio è assenza di luce, il deserto è assenza di acqua più che presenza di sabbia, il male assenza di bene. Luce, acqua, bene, vita: sono presenze. Buio, deserto, male, morte: sono assenze. Il bianco e il nero ripropongono visivamente l’eterna dualità tra vita e morte. In mezzo scorre l’esistenza con i suoi infiniti toni di grigio. Non voglio dire che dietro ad ogni foto ci sia un’attenta meditazione filosofica sui concetti di vitale e di oscuro, ma queste istanze sono indubbiamente assorbite dalla nostra cultura.














