Officinefotografiche
Luglio 5, 2007
Oggi ci fa piacere parlare, ma soprattutto dare voce, ad una relatà associativa e culturale della quale gli autori di Artoong fanno parte da ormai qualche tempo (in qualità di semplici soci).
Officinefotografiche (OF) è una vera fucina, una bottega della fotografia nel senso più positivo del termine. Chi si fosse mai indirizzato verso qualsiasi scuola di fotografia avrà spesso incontrato corsi magari di ottimo livello teorico ma con una componente pratica minore. OF hainvece puntato sempre sulla immediata messa in pratica delle nozioni teoriche e ogni allievo viene messo subito nelle condizioni migliori per provare sul campo quanto appreso in aula.
Per questo motivo vogliamo contribuire alla maggiore conoscenza di questa realtà che, oltre alla didattica, offre innumerevoli opportunità a chi voglia praticare la fotografia e voglia conoscere autori di rilievo nazionale e internazionale.
Abbiamo intervistato Massimo Ciampa, il presidente di OF, e trovandoci nella sede associativa ci siamo anche divertiti a costruire un set un po’ particolare. Ci siamo molto divertiti a girare questo video e ci auguriamo che possa piacere anche a voi.
Il popolo Krenak raccontato da Shirley Djukurna
Giugno 4, 2007
C’era un tempo in cui alcuni scienziati cercavano di raccontare al mondo quanto fossero stretti i collegamenti e le dipendenze tra persone e luoghi anche molto lontani tra di loro. Lo facevano spesso nell’indifferenza generale soprattutto dei potenti i quali preferivano di gran lunga occuparsi della gestione del potere locale. Oggi di certo qualche passo avanti è stato fatto, l’emergenza climatica ha messo in evidenza quanto ogni popolo e ogni luogo del pianeta sia indissolubilmente legato agli altri.
In questa direzione è necessario proseguire dal momento che la condivisione va indirizzata anche sul lato delle differenze umane su cui invece molto c’è ancora da fare.
Artoong ha avuto l’occasione di incontrare Shirley Djukurna, esponente dell’etnia Krenak una delle popolazioni indio del Brasile. Shirley è in questi giorni in Italia dove in collaborazione con Italia Nostra , Voci della Terra e Officine Fotografiche , sta portando avanti un progetto di interscambio con alcune scuole laziali.
L’abbiamo ascoltata raccontarci di lotte del suo popolo per vedere riconosciuto il diritto di poter gestire il territorio che da sempre è stato il loro habitat, di difficoltà a conservare il loro patrimonio culturale che è per lo più custodito dagli anziani e viene tramandato per via orale. Abbiamo però ascoltanto da lei la loro filosofia di vita, la spiritualità, la visione del tempo che scorre. Poi, non ultimo, l’abbiamo ascoltata suonare.
VeniceVenezia: incontriamo i protagonisti
Maggio 14, 2007
Abbiamo già introdotto la mostra che espone il lavoro di Leonard Freed e Claudio Corrivetti.
Siamo andati con Artoong all’inaugurazione e abbiamo scambiato quattro chiacchiere con Claudio e con Emilio D’Itri che della mostra è il curatore oltre ad essere il direttore artistico di Officine Fotografiche.
Da Emilio abbiamo capito quanto ormai il Festival della Fotografia di Roma sia un momento di fondamentale importanza per la crescita di questa forma espressiva.
Da Claudio credo che il racconto che lui fa delle giornate trascorse con Leonard Freed sia un tributo non solo alla maestria di questo grande fotografo ma anche e forse soprattutto alla sua sensibilità di uomo e artista.
Vi auguriamo un buon ascolto.
Intervista a Emilio D’Itri
Intervista a Claudio Corrivetti
Il bianco e il nero i grandi fotografi: Leonard Freed
Maggio 11, 2007
“A member of Magnum since 1972, Leonard Freed has spent years traveling the world and documenting everyday lives. “For me,” says Freed, “there are two important elements in photography: Time and Truth. Time is sealed as it were. Photos cannot be repeated. They are set forever in a moment in time. Truth is what we are seeking in art. My photos convey what I believe is my truth, expressed through my ability as an artist. You are seeing exactly what I saw.”
Un viaggiatore di frontiera
Quando incontrai Leonard Freed mi disse che sarebbe tornato a trovarmi in Italia.
Poco tempo dopo morì.
Voglio ringraziarlo perché si è lasciato guardare negli occhi.
Non succede spesso.
Tante volte le persone intelligenti sono anche arroganti, vivono la loro intelligenza e la loro sensibilità come un potere oscuro, sono torturati dal giudizio e privi di speranza, questo è insopportabile anche se, infondo, penso sia solo un riflesso della grande solitudine alla quale sono costretti da esperienze uniche ed indicibili.
Freed invece era un uomo umile.
Per tutta la vita ha cercato dal come arrivare al perché. Dal come si muore arrivare al perché si muore.




