Festival della matematica 2008 - tutti i link

Marzo 13, 2008

Parte a all’Auditorium di Roma la seconda edizione del Festival della Matematica.
Ecco i link:
Programma dell’Auditorium
Partecipanti:
Nobel per l’economia: Robert Aumann (video), John Forbes Nash , Amartya Sen
Nobel per la fisica: Frank Wilczek , Sheldon Lee Glashow
Medaglie Fields per la matematica: David Bryant Mumford , Stephen Smale,
Freeman Dyson, premio Templeton per la Scienza e la Religione
Juris Hartmanis, premio Turing per l’informatica
Hans Magnus Enzersberger, autore del volume “Il Mago dei Numeri”

La matematica in mostra a Roma

Maggio 9, 2007

Prima dell’inizio dell’ultimo appuntamento del Festival della Matematica, il direttore scientifico dell’evento il prof. Odifreddi ha comunicato i primi numeri della manifestazione: in quattro dense giornate si sono registrate circa 55.000 presenze.
L’incredulità del primo momento rispetto a questi numeri sicuramente straordinari e inattesi è stata forte non solo nel pubblico che assiepava la sala Santa Cecilia ma negli stessi organizzatori.
In realtà nel corso di tutte le quattro giornate i segnali di questo successo si erano toccati con mano: lunghe file di persone in attesa per ore per entrare ad ascoltare le lectio magistralis di grandi nomi della matematica mondiale o per assistere ad inedite partite a scacchi tra l’ex campione del mondo Boris Spasskij e personaggi del calibro del premo Nobel John Nash.A questi che sono stati gli eventi sicuramente di maggior richiamo della kermesse capitolina si aggiungono le innumerevoli scolaresche che hanno approfittato dell’occasione per visitare le numerose mostre allestite negli spazi dell’auditorium.

Fin qui la cronaca di un evento che ha avuto sicuramente successo ma che si veste di straordinarietà considerando il tema e i contenuti che si sono rappresentati.
La matematica è da sempre l’ostacolo intellettuale per eccellenza che molti di noi hanno dovuto superare per concludere alla meno peggio gli studi. Essa è nell’immaginario collettivo la materia “difficile” la cui ignoranza è perdonata poiché diffusa in ogni ordine sociale.
Se infatti l’ammettere di non sapere , ad esempio, chi abbia scritto “L’infinito” o peggio La Divina Commedia, suscita un’immediato stupore che diventa subito dopo una sorta di marchio di “ignorante”, ci si può tranquillamente vantare con gli amici di non sapere affatto cosa sia un’equazione di secondo grado e di aver superato l’esame di stato solo per un colpo di fortuna. Anzi, è molto probabile che la compagnia si aggreghi immediatamente in un crescendo innescando una furibonda lotta a chi ne sa di meno dell’astrusa materia chiamata matematica.

La contraddizione tra questa semplice osservazione che ognuno di noi avrà almeno una volta nella vita vissuto e quello che si è visto all’auditorium di Roma qualche settimana fa è fortissima. L’Italia è un paese dove le facoltà scientifiche non traboccano di studenti e di conseguenza è bassisimo il numero dei laureati in queste materie rispetto a tutti i paesi occidentali. Questo fenomeno è soltanto in parte comprensibile guardando alla storia italiana. Essa è stata si caratterizzata da un profondo sviluppo delle arti umanistiche ma con una certa superficialità dimentichiamo spesso che proprio in Italia nacque e visse Galielo Galilei padre del moderno metodo scientifico.

Il Festival ci ha invece dimostrato che esiste una platea interessata a questi argomenti, ma anche che questi temi possono efficacemente essere trattati in modo vivace e accattivante. Non si spiegherebbero allora gli applausi al termine di ogni lectio magistralis, per non parlare delle vere e proprie ovazioni tributate, ad esempio, a Andrew Wiles l’austero professore scopritore nel 1995 della dimostrazione del misterioso ultimo teorema di Fermat.

Coinvolgente e appassionato l’intervento di Douglas Hofstadter, premio Pulitzer nel 1980, autore di un libro dal fascino indicusso “Godel, Escher e Bach”. La sua esposizione ha trasmesso in modo entusiastico e perfettamente comprensibile a tutto il pubblico la bellezza dei numeri e delle espressioni matematiche e quanto queste siano vicine a forme d’arte certamente più apprezzate quali la musica e la pittura.

Per motivi non direttamente legati alla sua attività di grande matematico, il personaggio più atteso e acclamato è stato sicuramente John Nash. Famoso per aver ispirato il bel film “A beautiful mind”, Nash è stato protagonista della serata conclusiva durante la quale è stato lungamente intervistato dal Prof. Odifreddi. Dopo aver illustrato il suo passato di studioso e i passi che lo hanno portato alla scoperta di un famoso teorema nell’ambito della teoria dei giochi che poi gli è valso il premio Nobel per l’Economia, Nash è stato costretto a rispondere a diverse domande del suo intervistatore che riguardavano la dolorosa e lunga malattia che lo ha visto protagonista.
Significativo a questo punto che la platea, conquistata da una personalità forte e da una vita scientifica così densa, abbia rumoreggiato ritenendo le domande sulla questione personale sconvenienti e anche impietose. Il pubblico era tutto per lui.
Il Festival della Matematica è stato un incontro felicissimo tra una delle più ostiche materie e la grande folla. Lo si può certamente inserire nel gruppo di quegli eventi che da qualche anno in diverse parti d’Italia stanno aprendo temi tradizionalmente considerati per pochi eletti al pubblico. Questo pubblico ormai è certo esiste, come al Festival della Letteratura di Mantova cosi a quello della Filosofia di Modena. Da oggi sicuramente possiamo annoverare anche il Festival della Matematica.

Questo è un segno preciso per chi abbia voglia di leggerlo, il segno che ogni volta che si riescono a proporre in modo intelligente argomenti ritenuti ostici e di scarso interesse, questi attirano moltissime persone. Esiste forse un popolo che desidera contenuti di qualità, desidera ascoltare anche in modo semplice le storie di uomini e donne che hanno dedicato al loro vita allo studio e al pensiero, esistono molte persone che non hanno definitivamente abbandonato la voglia di crescere e imparare ed è compito di tutti coloro che ne hanno la competenza e possibilità quello di portare sempre più spesso questi temi nell’agone popolare.

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