People in New York City

Aprile 24, 2008

New York City rappresenta in modo molto complesso gli U.S.A. : da un lato non ha nulla della provincia americana, della celeberrima middle-class che è il cuore pulsante degli Stati Uniti, dall’altro però ne costituisce la fotografia quando si pensa all’integrazione delle diverse etnie e culture che in questa città ha trovato la forma più evoluta e completa.

Le persone, People, sono l’immagine stessa della Grande Mela, più dei suoi grattacieli. E’ la risultante delle forze culturali portate dagli individui, ognuno con la sua storia e tradizione, che anche nel corso delle generazioni successive alle diverse ondate di immigrazione ha reso New York uno straordinario specchio della società occidentale.

Attraverso lo sguardo non superficiale su questo popolo si legge la storia passata ma anche quella presente, non sempre serena, di una paese ma forse di un’intera cultura, che affronta a fatica il presente non avendo però la fiducia nel futuro che da sempre è stato il motore che l’ha spinta in avanti.

ENGLISH VERSION

New York City represents the USA in complex ways. On the one hand, it has nothing of the American province, of that most famous middle class that is the beating heart of the United States. On the other, however, it is its image, if we think of the integration of the various ethnic and cultural groups that, in this city, has reached its most developed and accomplished form.

People are the image itself of the Big Apple, more than its skyscrapers. The city is the result of the cultural drives brought forward by individuals, each with their history and tradition which, even in the generations following the various waves of immigration, made New York an extraordinary reflection of Western society.


Through a non-superficial look at this people one reads the past, but also the present, sometimes troubled history of a country and perhaps of a whole culture, which deals with difficulty with the present, having lost the faith in the future that has always been its driving force.

(Traduzione a cura di Silvia Cattaneo)

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Summit sull’industria della Comunicazione

Dicembre 12, 2007

Oggi a Roma si è tenuto il V Summit sull’industria della Comunicazione, promosso dalla Fondazione Rosselli. E’ un appuntamento ormai fisso per l’industria dei media che si ritrova per discutere intorno ai risultati dell’annuale ricerca della Fondazione.

I rappresentanti sia dei broadcaster sia di chi produce più o meno indipendentemente contenuti televisivi si sono succeduti sul palco per una mattinata densa di interventi anche se, a nostro parere, non particolarmente ricca di spunti di innovazione.

La fotografia che emerge, non tanto dall’approfondito studio della Fondazione, quanto dagli speaker non è infatti delle più incoraggianti per il futuro di questa industria strategica per ogni paese che si rispetti: poche idee veramente innovative per non dire nessuna, mancanza di visione strategica al di fuori degli schemi convenzionali. La sensazione che anche in questo contesto si sia in presenza di un circolo chiuso, di una casta che vuole mantenere il potere economico che si è conquistato nell’ultimo ventennio è molto netta.

Artoong vuole però proporvi integralmente gli interventi principali in questo primo post, rimandando ad uno successivo un servizio di più ampio respiro sugli altri oratori. Vi presentiamo quindi la sintetica ed efficace esposizione della Prof. Flavia Barca che della Fondazione Rosselli è la cordinatrice e quello del Ministro delle Comunicazioni Paolo Gentiloni Silveri

Foto moda e modelli

Settembre 17, 2007

La moda è sempre esistita, si diffonde come un primordiale tam tam, è il segno distintivo di una classe sociale, di un credo religioso, di una parte politica. Serve ad escludere, a sottolineare, ad evidenziare la propria appartenenza. E’ l’espressione di un modo di ragionare o di sentire la vita.
La fotografia di moda non ha solo lo scopo di ritrarre la realtà attraverso la visione di un autore, ma contribuisce a creare “una maniera di”, non serve solo da amplificatore di tendenza, ma si fa essa stessa strumento e fine.

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Officinefotografiche

Luglio 5, 2007

Oggi ci fa piacere parlare, ma soprattutto dare voce, ad una relatà associativa e culturale della quale gli autori di Artoong fanno parte da ormai qualche tempo (in qualità di semplici soci).

Officinefotografiche (OF) è una vera fucina, una bottega della fotografia nel senso più positivo del termine. Chi si fosse mai indirizzato verso qualsiasi scuola di fotografia avrà spesso incontrato corsi magari di ottimo livello teorico ma con una componente pratica minore. OF hainvece puntato sempre sulla immediata messa in pratica delle nozioni teoriche e ogni allievo viene messo subito nelle condizioni migliori per provare sul campo quanto appreso in aula.

Per questo motivo vogliamo contribuire alla maggiore conoscenza di questa realtà che, oltre alla didattica, offre innumerevoli opportunità a chi voglia praticare la fotografia e voglia conoscere autori di rilievo nazionale e internazionale.

Abbiamo intervistato Massimo Ciampa, il presidente di OF, e trovandoci nella sede associativa ci siamo anche divertiti a costruire un set un po’ particolare. Ci siamo molto divertiti a girare questo video e ci auguriamo che possa piacere anche a voi.

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