Articolo 21 per il cinema italiano
Maggio 10, 2008
Lunedi 6 Maggio si è tenuta la conferenza stampa promossa da Articolo21, associazione per la libertà di informazione, per esporre l’appello alla Rai di dedicare una prima serata nei prossimi palinsesti autunnali al cinema italiano. Alla conferenza sono stati invitati tra gli altri, nomi storicamente illustri del nostro cinema: Carlo Lizzani, Giuliano Montaldo e Ugo Gregoretti.
La questione del cinema italiano è in realtà quella in generale della produzione culturale d’autore che in Italia ormai da qualche lustro non ha più la possibilità di esprimersi come potrebbe nei normali canali di fruizione. E’ ormai evidente quanto la distribuzione di contenuti culturali sia per lo meno sacrificata a favore spesso di una programmazione più commerciale e di immediato ritorno economico.
Pur apprezzando l’appello di Articolo21 nei confronti della RAI in qualità di servizio pubblico, è emerso chiaramente dal dibattito quanto oggi ci siano precise leggi dello stato palesemente disattese come ad esempio la quota di programmazione che ogni canale deve dedicare alla produzione nazionale. Anche se si possono nutrire riserve su di una legge che obbliga un media, che è in sostanza un’impresa, alla trasmissione di quel contenuto piuttosto che un altro, è indubbio che se la legge c’è bisogna rispettarla.
L’aspetto però che ci sembra più grave è quello riguardante il riconoscimento dei diritti degli autori rispetto alla distribuzione delle loro opere in televisione. Ad oggi ci è stato confermato come non ci sia alcun network televisivo in Italia che abbia in vigore un accordo formale per il conferimento di tali diritti. Questo porta ad un’unilaterale proposta da parte della rete al singolo autore per la messa in onda di una sua opera con l’evidente disparità di potere contrattuale.
Vi proponiamo uno stralcio della conferenza stampa.
Al Gore lancia Current Tv Italia
Maggio 8, 2008
Da oggi parte l’esperienza italiana di Current TV, inserita nel palinsesto di Sky (canale 130), nel pomeriggio Al Gore, fondatore di questo network, ha personalmente incontrato la comunità dei Blogger Italiani al teatro Ambra Jovinelli di Roma.
E’ stato un incontro interessante per diversi motivi e soprattutto per il carattere di franchezza che ha caratterizzato sia le domande che la platea gli ha proposto sia le risposte che il Premio Nobel (oltre che Oscar) ha dato senza mai dare l’impressione di essere diplomatico.
Il progetto di Current TV è ambizioso e potenzialmente di forte impatto non solo sulla comunità dei fruitori della rete, che pur in questo paese rappresenta una minoranza poco influente, ma per la sua caratteristica di attaccare al cuore il più grande mezzo di comunicazione: la televisione. Meccanismi di collaborazione tipici della rete che confluiscono sul mezzo per antonomasia più generalista che ci sia. Da oggi chiunque potrà produrre contenuti video di breve durata e riuscire a vederli trasmettere su uno schermo televisivo.
La forza del progetto la misureremo con il tempo nella realtà italiana che è stata scelta come primo paese non anglofono dopo i canali già aperti in U.S.A. Gran Bretagna e l’Irlanda. Una realtà italiana che è contraddistinta da un sistema televisivo chiuso all’entrata di nuovi operatori e dove le linee editoriali e dei palinsesti sono in mano ad un ristretto gruppo di soggetti economico-politici.
Al Gore ha più volte ribadito la profonda indipendenza da ogni centro di possibile potere, ha suffragato queste sue affermazioni sollecitato dalle domande puntuali della platea, sul modello di business che dovrebbe garantire questa libertà e questa dipendenza, come lui ha più volte ripetuto, soltanto dalla coscienza degli utenti/produttori.
E’ una sfida importante, una sfida che va a toccare punti nevralgici del sistema informativo e televisivo italiano. Certo Current Tv , veicolata su Sky, non avrà una platea numericamente comparabile con i network tradizionali, resta però il valore del progetto e l’opportunità che viene data da oggi ad ogni produttore indipendente di poter dimostrare il proprio valore senza intermediazioni.
Noi c’eravamo e vi proponiamo il podcast del dibattito che si è sviluppato oggi all’Ambra Jovinelli.
Emanuele Crialese - Respiro
Aprile 30, 2008
Ci piace riproporre la recensione di un film uscito quale anno fa, ma di notevole fascino ed attualità: Respiro di Emanuele Crialese.
Grazia vive senza pelle. Come molti folli.
Ha reazioni abnormi ai fatti osceni della vita che si consumano in gesti minimi di quotidiana violenza.
Grazia non distingue tra il giusto e l’opportuno. Immersa in una sensualità indiscriminata, respira nell’acqua dove gli altri muoiono, soffoca nell’aria torrida che ha bruciato gli isolani nei volti e nell’anima, si ribella isterica a costrizioni millenarie. E subisce.
Il mare la avvolge e l’accarezza, la protegge dal rumore e dal male, contiene i suoi sentimenti, esalta le sue passioni.
Grazia ride e ti spalanca addosso gli occhi di bambina, Grazia gioca. Grazia nuota nuda, parla con gli stranieri e ama i suoi figli.
Pietro, il marito, è un pescatore cavernicolo, sedotto della sua Maria bambina, misto pagano di sopruso e amore. Sanguigno e protettivo.
Quanti animali in questa Itaca contemporanea, animali cani, animali bambini, animali uomini, pettegoli, intriganti, santi e pescatori. Non c’è linea d’ombra tra animale e umanità profonda, e non c’è ombra sull’isola assolata il cui il ritmo del giorno è scandito da fatti e da gesti poveri.
Tutto è intenso.
Chissà se Emanuele Crialese sapeva dove voleva arrivare in quest’opera. Il film vive infatti di vita propria, è la creatura autonoma e sorprendente nelle mani del regista.
La Golino è uguale a se stessa, ce la immaginiamo così fuori dal set: sensuale, sregolata, egocentrica, bizzarra, strafottente e un po’ bambina. Forse per questo ha egregiamente interpretato una parte tanto difficile fino a diventare lei stessa il film. Non dimeno sembra una straniera, un mito, una leggenda più che una donna siciliana che si ribella ad un sistema oppressivo imponendo la sua voglia di vivere.
Chi ha visto questo film non dimenticherà il tam tam primordiale della caccia ai cani randagi, né gli abbracci di lei e il suo essere mare, o le ginocchia di Pietro sulla spiaggia assolata. E soprattutto non scorderà il loro incontro di amanti sposi, nel fuoco
e nel silenzio di un rito notturno, eco del sentimento profondo che unisce
due vite appassionate.
Ottima la regia, pregevole il tentativo di fare un’opera diversa e originale.
La sceneggiatura tuttavia risulta frammentaria. Il film appare come un prezioso mosaico di quadri intensi legati da una strada: quella che collega il villaggio alla spiaggia e l’acqua all’anima degli abitanti di Lampedusa.
Crialese è un talento brillante e questa prova d’autore è notevole.
Patrizia Genovesi
Giorgio Proietti - Lezioni di Direzione d’Orchestra
Aprile 28, 2008
Con questo articolo vogliamo raggiungere due obiettivi, sicuramente ambiziosi. Il primo è quello di rappresentare anche visivamente l’arte della Direzione d’Orchestra e la maestria di chi ha il talento per poterla esercitare.
Interpretare uno spartito e riuscire ad ottenere da ogni singolo strumento quello che sia funzionale all’insieme dell’opera è il meraviglioso compito a cui ogni direttore viene chiamato. Noi, affascinati e il più delle volte sprovveduti, riusciamo a malapena a cogliere la maestria e la magia stessa che risiede dietro quei colpi di bacchetta.
La direzione è anche una disciplina dura che richiede studio e dedizione ai ragazzi che vi si vogliano avvicinare. Vogliamo allora anche promuovere il corso di Direzione d’Orchestra del l Maestro G. Proietti presso il Conservatorio O. Respighi di Latina.













