Al Gore lancia Current Tv Italia
Maggio 8, 2008
Da oggi parte l’esperienza italiana di Current TV, inserita nel palinsesto di Sky (canale 130), nel pomeriggio Al Gore, fondatore di questo network, ha personalmente incontrato la comunità dei Blogger Italiani al teatro Ambra Jovinelli di Roma.
E’ stato un incontro interessante per diversi motivi e soprattutto per il carattere di franchezza che ha caratterizzato sia le domande che la platea gli ha proposto sia le risposte che il Premio Nobel (oltre che Oscar) ha dato senza mai dare l’impressione di essere diplomatico.
Il progetto di Current TV è ambizioso e potenzialmente di forte impatto non solo sulla comunità dei fruitori della rete, che pur in questo paese rappresenta una minoranza poco influente, ma per la sua caratteristica di attaccare al cuore il più grande mezzo di comunicazione: la televisione. Meccanismi di collaborazione tipici della rete che confluiscono sul mezzo per antonomasia più generalista che ci sia. Da oggi chiunque potrà produrre contenuti video di breve durata e riuscire a vederli trasmettere su uno schermo televisivo.
La forza del progetto la misureremo con il tempo nella realtà italiana che è stata scelta come primo paese non anglofono dopo i canali già aperti in U.S.A. Gran Bretagna e l’Irlanda. Una realtà italiana che è contraddistinta da un sistema televisivo chiuso all’entrata di nuovi operatori e dove le linee editoriali e dei palinsesti sono in mano ad un ristretto gruppo di soggetti economico-politici.
Al Gore ha più volte ribadito la profonda indipendenza da ogni centro di possibile potere, ha suffragato queste sue affermazioni sollecitato dalle domande puntuali della platea, sul modello di business che dovrebbe garantire questa libertà e questa dipendenza, come lui ha più volte ripetuto, soltanto dalla coscienza degli utenti/produttori.
E’ una sfida importante, una sfida che va a toccare punti nevralgici del sistema informativo e televisivo italiano. Certo Current Tv , veicolata su Sky, non avrà una platea numericamente comparabile con i network tradizionali, resta però il valore del progetto e l’opportunità che viene data da oggi ad ogni produttore indipendente di poter dimostrare il proprio valore senza intermediazioni.
Noi c’eravamo e vi proponiamo il podcast del dibattito che si è sviluppato oggi all’Ambra Jovinelli.
People in New York City
Aprile 24, 2008
New York City rappresenta in modo molto complesso gli U.S.A. : da un lato non ha nulla della provincia americana, della celeberrima middle-class che è il cuore pulsante degli Stati Uniti, dall’altro però ne costituisce la fotografia quando si pensa all’integrazione delle diverse etnie e culture che in questa città ha trovato la forma più evoluta e completa.
Le persone, People, sono l’immagine stessa della Grande Mela, più dei suoi grattacieli. E’ la risultante delle forze culturali portate dagli individui, ognuno con la sua storia e tradizione, che anche nel corso delle generazioni successive alle diverse ondate di immigrazione ha reso New York uno straordinario specchio della società occidentale.
Attraverso lo sguardo non superficiale su questo popolo si legge la storia passata ma anche quella presente, non sempre serena, di una paese ma forse di un’intera cultura, che affronta a fatica il presente non avendo però la fiducia nel futuro che da sempre è stato il motore che l’ha spinta in avanti.
ENGLISH VERSION
New York City represents the USA in complex ways. On the one hand, it has nothing of the American province, of that most famous middle class that is the beating heart of the United States. On the other, however, it is its image, if we think of the integration of the various ethnic and cultural groups that, in this city, has reached its most developed and accomplished form.
People are the image itself of the Big Apple, more than its skyscrapers. The city is the result of the cultural drives brought forward by individuals, each with their history and tradition which, even in the generations following the various waves of immigration, made New York an extraordinary reflection of Western society.
Through a non-superficial look at this people one reads the past, but also the present, sometimes troubled history of a country and perhaps of a whole culture, which deals with difficulty with the present, having lost the faith in the future that has always been its driving force.
(Traduzione a cura di Silvia Cattaneo)




