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	<title>Commenti per Artoong</title>
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	<description>Non esistono sogni senza grandi pretese</description>
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		<title>Commenti su Il concerto &#8211; di Radu Mihaileanu di costanza</title>
		<link>http://www.artoong.net/2010/02/10/il-concerto/1099/arte/comment-page-1#comment-799</link>
		<dc:creator>costanza</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Feb 2010 08:59:32 +0000</pubDate>
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		<description>Ironico e a tratti commovente.... 
La violinista...... una bastarda &quot;con&quot; gloria.
Un film finalmente diverso</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ironico e a tratti commovente&#8230;.<br />
La violinista&#8230;&#8230; una bastarda &#8220;con&#8221; gloria.<br />
Un film finalmente diverso</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su La saga di Giampaolo Giuliani di Giorgio Penco</title>
		<link>http://www.artoong.net/2009/06/30/la-saga-di-giampaolo-giuliani/916/scienza/comment-page-1#comment-794</link>
		<dc:creator>Giorgio Penco</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2009 20:46:53 +0000</pubDate>
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		<description>Egregio Signor Giacomo,
non saprei dire quanto le capre capiscano di scienza. Quando ne incontrerò una glielo chiederò. E magari chiederò loro consiglio per migliorarmi.

I picchi nei grafici di Giuliani, come lei stesso dà per scontato, non sono picchi di emissione, bensì di concentrazione del radon. Le due cose, diversamente da quanto lei asserisce, non vanno affatto di pari passo, e sotto certe condizioni è addirittura possibile che a un incremento di emissione corrisponda (temporalmente) un decremento della concentrazione (ossia un decremento del grafico di Giuliani). Affinché ciò avvenga è sufficiente che il radon che viene consumato per decadimento nell&#039;unità di tempo sia maggiore di quello che viene prodotto. Il rapporto fra quanto radon decade e quanto ne viene continuamente prodotto è ciò che conta ai fini del grafico di Giuliani, non basta considerare solo il secondo fattore.

Il mio discorso era probabilmente troppo semplificato e forse lo è anche questo, ma non mi pare il caso di perdersi in questioni di dettaglio che fra l&#039;altro non cambierebbero minimamente il discorso generale.

Se poi invece vogliamo proprio entrare fino in fondo in tutti i dettagli, allora le faccio notare che ce ne sono da considerare anche molti altri che a Giuliani sono sfuggiti e io ho evitato di trattare per non prolungare ulteriormente il post.
Per esempio c&#039;è da dire che Giuliani non considera l&#039;influenza del tempo atmosferico sulle emissioni di radon. In effetti gli aspetti meteorologici influiscono (in molti modi) sulla quantità di radon che viene liberata alla superficie del suolo. Uno dei motivi, probabilmente il principale, ha a che vedere con le precipitazioni: quando piove l&#039;acqua che penetra nel terreno porta con sé il radon e riduce sensibilmente le emissioni locali, salvo farle aumentare magari in un altro momento e in un altro luogo quando quella stessa acqua, successivamente, riaffiora.
A ben pensarci però anche questa è una semplificazione. Spero che lei voglia accettarla.
Cordialmente,
Giorgio Penco</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Egregio Signor Giacomo,<br />
non saprei dire quanto le capre capiscano di scienza. Quando ne incontrerò una glielo chiederò. E magari chiederò loro consiglio per migliorarmi.</p>
<p>I picchi nei grafici di Giuliani, come lei stesso dà per scontato, non sono picchi di emissione, bensì di concentrazione del radon. Le due cose, diversamente da quanto lei asserisce, non vanno affatto di pari passo, e sotto certe condizioni è addirittura possibile che a un incremento di emissione corrisponda (temporalmente) un decremento della concentrazione (ossia un decremento del grafico di Giuliani). Affinché ciò avvenga è sufficiente che il radon che viene consumato per decadimento nell&#8217;unità di tempo sia maggiore di quello che viene prodotto. Il rapporto fra quanto radon decade e quanto ne viene continuamente prodotto è ciò che conta ai fini del grafico di Giuliani, non basta considerare solo il secondo fattore.</p>
<p>Il mio discorso era probabilmente troppo semplificato e forse lo è anche questo, ma non mi pare il caso di perdersi in questioni di dettaglio che fra l&#8217;altro non cambierebbero minimamente il discorso generale.</p>
<p>Se poi invece vogliamo proprio entrare fino in fondo in tutti i dettagli, allora le faccio notare che ce ne sono da considerare anche molti altri che a Giuliani sono sfuggiti e io ho evitato di trattare per non prolungare ulteriormente il post.<br />
Per esempio c&#8217;è da dire che Giuliani non considera l&#8217;influenza del tempo atmosferico sulle emissioni di radon. In effetti gli aspetti meteorologici influiscono (in molti modi) sulla quantità di radon che viene liberata alla superficie del suolo. Uno dei motivi, probabilmente il principale, ha a che vedere con le precipitazioni: quando piove l&#8217;acqua che penetra nel terreno porta con sé il radon e riduce sensibilmente le emissioni locali, salvo farle aumentare magari in un altro momento e in un altro luogo quando quella stessa acqua, successivamente, riaffiora.<br />
A ben pensarci però anche questa è una semplificazione. Spero che lei voglia accettarla.<br />
Cordialmente,<br />
Giorgio Penco</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su La saga di Giampaolo Giuliani di Giacomo</title>
		<link>http://www.artoong.net/2009/06/30/la-saga-di-giampaolo-giuliani/916/scienza/comment-page-1#comment-793</link>
		<dc:creator>Giacomo</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Jul 2009 16:07:12 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.artoong.net/?p=916#comment-793</guid>
		<description>&quot;Possiamo semplificare il discorso dicendo che, fra il picco di accumulo del radon e ciò che Giuliani realmente rileva, passano la bellezza di quasi quattro giorni!&quot;

Questa affermazione dimostra che l&#039;autore dell&#039;articolo ha un rapporto con la scienza pari a quello di una capra! I &quot;quasi 4 gironi&quot; di cui parla l&#039;autore altro non e&#039; che l&#039;emivita del radon, cioe&#039; il tempo che impiega una certa quantita&#039; di radon a &quot;dimezzarsi&quot; e non vuol dire che ogni singolo atomo di radon che affiora in superficie vive 4 giorni!! (anche perche&#039; non e&#039; detto che sia appena nato!!). La &quot;mortalita&#039;&quot; del radon (cioe&#039; il numero di atomi di radon che decadono in un certo intervallo di tempo) dipende unicamente dalla concentrazione (fissata l&#039;emivita), per cui se noi osserviamo quanti atomi di radon decadono ad esempio in due ore (e lo vediamo contando le radiazioni gamma emesse dal processo di decadimento) siamo in grado di sapere qual&#039;e&#039; la concentrazione di radon in quelle due ore e non quant&#039;era 4 giorni prima!! Se aumenta la concentrazione, &quot;istantaneamente&quot; aumenta anche la quantita&#039; di atomi che decadono nelle successive 2 ore di osservazione.

Capito!!!!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Possiamo semplificare il discorso dicendo che, fra il picco di accumulo del radon e ciò che Giuliani realmente rileva, passano la bellezza di quasi quattro giorni!&#8221;</p>
<p>Questa affermazione dimostra che l&#8217;autore dell&#8217;articolo ha un rapporto con la scienza pari a quello di una capra! I &#8220;quasi 4 gironi&#8221; di cui parla l&#8217;autore altro non e&#8217; che l&#8217;emivita del radon, cioe&#8217; il tempo che impiega una certa quantita&#8217; di radon a &#8220;dimezzarsi&#8221; e non vuol dire che ogni singolo atomo di radon che affiora in superficie vive 4 giorni!! (anche perche&#8217; non e&#8217; detto che sia appena nato!!). La &#8220;mortalita&#8217;&#8221; del radon (cioe&#8217; il numero di atomi di radon che decadono in un certo intervallo di tempo) dipende unicamente dalla concentrazione (fissata l&#8217;emivita), per cui se noi osserviamo quanti atomi di radon decadono ad esempio in due ore (e lo vediamo contando le radiazioni gamma emesse dal processo di decadimento) siamo in grado di sapere qual&#8217;e&#8217; la concentrazione di radon in quelle due ore e non quant&#8217;era 4 giorni prima!! Se aumenta la concentrazione, &#8220;istantaneamente&#8221; aumenta anche la quantita&#8217; di atomi che decadono nelle successive 2 ore di osservazione.</p>
<p>Capito!!!!</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Galileo Galilei nell&#8217;anno internazionale dell&#8217;Astronomia di ida</title>
		<link>http://www.artoong.net/2009/06/16/galileo-galieli-nellanno-internazionale-dellastronomia/870/scienza/comment-page-1#comment-786</link>
		<dc:creator>ida</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Jun 2009 16:08:53 +0000</pubDate>
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		<description>c&#039;è un errore nell&#039;articolo...l&#039;anno è 1609 non 1509.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>c&#8217;è un errore nell&#8217;articolo&#8230;l&#8217;anno è 1609 non 1509.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Roald Dahl: l&#8217;uomo che rideva per non piangere di dario amadei</title>
		<link>http://www.artoong.net/2009/06/18/roald-dahl-luomo-che-rideva-per-non-piangere/881/scienze-umane/comment-page-1#comment-785</link>
		<dc:creator>dario amadei</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 20 Jun 2009 14:35:30 +0000</pubDate>
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		<description>Hai ragione Silvana: Roald è veramente un grande...e qui da noi è troppo poco letto...
Un caro saluto!!!!
dario</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Hai ragione Silvana: Roald è veramente un grande&#8230;e qui da noi è troppo poco letto&#8230;<br />
Un caro saluto!!!!<br />
dario</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Roald Dahl: l&#8217;uomo che rideva per non piangere di Silvana</title>
		<link>http://www.artoong.net/2009/06/18/roald-dahl-luomo-che-rideva-per-non-piangere/881/scienze-umane/comment-page-1#comment-784</link>
		<dc:creator>Silvana</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 20 Jun 2009 13:07:36 +0000</pubDate>
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		<description>vi consiglio di leggere il racconto
Il libraio che imbrogliò l&#039;Inghilterra

grande !!!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>vi consiglio di leggere il racconto<br />
Il libraio che imbrogliò l&#8217;Inghilterra</p>
<p>grande !!!</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Un giorno, in Cina&#8230; di Laura Mancini</title>
		<link>http://www.artoong.net/2009/06/04/un-giorno-in-cina/827/scienze-umane/letteratura/comment-page-1#comment-778</link>
		<dc:creator>Laura Mancini</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Jun 2009 16:21:37 +0000</pubDate>
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		<description>Grazie infinite per l&#039;attenzione che mi avete riservato!

Un abbraccio a tutto lo staff di Artoong!

Laura</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie infinite per l&#8217;attenzione che mi avete riservato!</p>
<p>Un abbraccio a tutto lo staff di Artoong!</p>
<p>Laura</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Frammenti di un viaggio in Perù di stefano di stefano</title>
		<link>http://www.artoong.net/2009/04/29/frammenti-di-un-viaggio-in-peru/752/territori/comment-page-1#comment-776</link>
		<dc:creator>stefano di stefano</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 May 2009 20:55:31 +0000</pubDate>
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		<description>Marco, ma non ti stai un minuto fermo, ma quando lo trovi tutto &#039;sto tempo per fare tutto &#039;sto po po di attività? ti chiamo a brevissimo in ufficio, ... commenti : favolose le foto e le clip, + che esaurienti i commeni al viaggio per mettere la voglia addosso di partire prestissimo. un abbraccio s2d</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Marco, ma non ti stai un minuto fermo, ma quando lo trovi tutto &#8217;sto tempo per fare tutto &#8217;sto po po di attività? ti chiamo a brevissimo in ufficio, &#8230; commenti : favolose le foto e le clip, + che esaurienti i commeni al viaggio per mettere la voglia addosso di partire prestissimo. un abbraccio s2d</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Giufà, le olive e i suoi derivati il giorno dopo di Andrea V.</title>
		<link>http://www.artoong.net/2009/04/16/giufa-le-olive-e-i-suoi-derivati-il-giorno-dopo/665/scienza/comment-page-1#comment-774</link>
		<dc:creator>Andrea V.</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Apr 2009 08:19:29 +0000</pubDate>
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		<description>Molto interessante...complimenti! :D</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Molto interessante&#8230;complimenti! <img src='http://www.artoong.net/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su La prospettiva nucleare in Italia di Mirco Rossi</title>
		<link>http://www.artoong.net/2009/02/26/la-prospettiva-nucleare-in-italia/553/opinatamente/comment-page-1#comment-770</link>
		<dc:creator>Mirco Rossi</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Mar 2009 18:57:31 +0000</pubDate>
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		<description>Il geotermico ha potenzialità molto elevate ma per una qualsiasi fonte non è sufficiente l&#039;esistenza ma l&#039;effettiva disponibilità a costi sostenibili e con un EROEI sufficientemente elevato da permettere l&#039;investimento energetico necessario allo sfruttamento. Queste condizioni si verificano (quasi sempre) per lo sfruttamento della bassa entalpia (pompe di calore, riscaldamento diretto di ambienti) e per lo sfruttamento (in atto da oltre un secolo) delle fonti idrotermali per produrre elettricità. Molto più complessa è la sfida in atto per cercare di sfruttare i giacimenti di calore profondi in condizioni ipercritiche. I tentativi finora effettuati (fessurazione artificiali con introduzione di acqua dall&#039;esterno) sono miseramente falliti e - da quanto so - non sono per ora state ancora individuate tecniche nuove da provare. In effetti a grandi profondità è già un problema estrarre molecole di idrocarburo che in presenza di pressione si liberano dalla roccia. Ben più arduo appare inserire un liquido dall&#039;esterno e farlo evaporare in quantità sufficienti e con modalità adatte per alimentare un impianto.
Penso che il geotermico possa fornire un maggiore contributo sia alla situazione italiana che a quella mondiale ma non credo affatto che diventi mai determinante. 
Dobbiamo prendere atto - e saremo prima o poi costretti a farlo - che questo tipo dicrescita e di sviluppo è insostenibile. I fossili non sono eterni, l&#039;uranio nemmeno (in molti vedono già iniziato o vicino il loro declino produttivo). Non esistono certezze sui tempi ma quando accadrà nessuna fonte potrà mai svolgere il ruolo che essi hanno avuto. Nel bene e nel male.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il geotermico ha potenzialità molto elevate ma per una qualsiasi fonte non è sufficiente l&#8217;esistenza ma l&#8217;effettiva disponibilità a costi sostenibili e con un EROEI sufficientemente elevato da permettere l&#8217;investimento energetico necessario allo sfruttamento. Queste condizioni si verificano (quasi sempre) per lo sfruttamento della bassa entalpia (pompe di calore, riscaldamento diretto di ambienti) e per lo sfruttamento (in atto da oltre un secolo) delle fonti idrotermali per produrre elettricità. Molto più complessa è la sfida in atto per cercare di sfruttare i giacimenti di calore profondi in condizioni ipercritiche. I tentativi finora effettuati (fessurazione artificiali con introduzione di acqua dall&#8217;esterno) sono miseramente falliti e &#8211; da quanto so &#8211; non sono per ora state ancora individuate tecniche nuove da provare. In effetti a grandi profondità è già un problema estrarre molecole di idrocarburo che in presenza di pressione si liberano dalla roccia. Ben più arduo appare inserire un liquido dall&#8217;esterno e farlo evaporare in quantità sufficienti e con modalità adatte per alimentare un impianto.<br />
Penso che il geotermico possa fornire un maggiore contributo sia alla situazione italiana che a quella mondiale ma non credo affatto che diventi mai determinante.<br />
Dobbiamo prendere atto &#8211; e saremo prima o poi costretti a farlo &#8211; che questo tipo dicrescita e di sviluppo è insostenibile. I fossili non sono eterni, l&#8217;uranio nemmeno (in molti vedono già iniziato o vicino il loro declino produttivo). Non esistono certezze sui tempi ma quando accadrà nessuna fonte potrà mai svolgere il ruolo che essi hanno avuto. Nel bene e nel male.</p>
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