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	<title>Artoong&#187; Filosofia Archivio  &#8211; Artoong</title>
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		<title>Memoria &#8211; E se io volessi dimenticare?</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Mar 2010 21:54:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>controcanto</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E se io volessi dimenticare?

Sono grata alla tecnologia. Mi piace annegare nell' impalpabile rete che collega gli individui di tutto il mondo, che lega il presente al futuro passando attraverso di me. Le sono grata poichè mi aiuta a macinare anni e a vivere splendidamente.<p>Articolo da: <a href="http://www.artoong.net">Artoong</a><br/><br/><a href="http://www.artoong.net/2010/03/19/memoria/1166/scienze-umane/sulla-filosofia">Memoria &#8211; E se io volessi dimenticare?</a></p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono grata alla tecnologia. Mi piace annegare nell&#8217; impalpabile rete che collega gli individui di tutto il mondo, che lega il presente al futuro passando attraverso di me. Le sono grata poichè mi aiuta a macinare anni e a vivere splendidamente. Oggi non ho i calli alle mani, vedo una speranza oltre la malattia, ho un sogno di immortalità, intravedo la persistenza della vita non più solo nell&#8217;ineluttabilità delle cellule che riproducendosi conservano l&#8217;impronta degli avi, ma piuttosto nell&#8217;occasione di un&#8217;impronta nuova, nella quale la mia consapevolezza abbia un ruolo. Il pensiero così come viene concepito e prodotto ha possibilità di essere tramandato a gloria del mio presente.</p>
<p>La natura ha impiegato millenni per creare un processo articolato e selettivo che permettesse di dimenticare, per scaricare  il cervello da pensieri inutili o ossessivi che ingombrando la mente complicando i processi di sintesi. Ecco, mentre io apprezzo tutto questo, che ti inventano? La suocera universale: un sistema che si impiccia di tutto  con la scusa di aiutarti contro l&#8217;alzheimer o per tramandare ai tuoi figli chissàcchè. Era così bello sognare davanti alla foto del nonno immaginandolo un eroe e invece no, ti toccherà sapere tutto di lui, e magari scoprire che era anche un po&#8217; stronzo. Perchè? Perchè la sua vità verrà registrata secondo per secondo e quell&#8217;eccezionale processo di sintesi che distingue spesso il genio dal cretino verrà fatta dai posteri che, impegnati a fare congetture sul passato, non vivranno il presente e lo lasceranno intonso a figli che guarderanno padri e nonni ripresi da un sistema di multicamera continuo, che racconterà di pinguetudini immobili davanti allo schermo di un pc.</p>
<p><a href="http://www.controcanto.wordpress.com">Patrizia Genovesi</a></p>
<p>Articolo da: <a href="http://www.artoong.net">Artoong</a><br/><br/><a href="http://www.artoong.net/2010/03/19/memoria/1166/scienze-umane/sulla-filosofia">Memoria &#8211; E se io volessi dimenticare?</a></p>
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		<title>Chiesa avventista del settimo giorno</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Apr 2008 18:39:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Artoong</dc:creator>
				<category><![CDATA[Filosofia]]></category>
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		<description><![CDATA[Artoong si apre al contributo di esperti che affrontano argomenti di varia origine culturale.
di Giorgio Penco
Dal sito web della Chiesa Cristiana Avventista del Settimo Giorno.
&#8220;Il tema del Santuario fu la chiave che svelò il mistero della delusione del 1844. Lo studio di questo soggetto rivelò un complesso sistema di verità, unito e armonico, dal quale [...]<p>Articolo da: <a href="http://www.artoong.net">Artoong</a><br/><br/><a href="http://www.artoong.net/2008/04/27/chiesa-avventista-del-settimo-giorno/177/scienze-umane/sulla-filosofia">Chiesa avventista del settimo giorno</a></p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><em><a href="http://www.artoong.net/" class="kblinker" title="More about artoong &raquo;">Artoong</a> si apre al contributo di esperti che affrontano argomenti di varia origine culturale.</em></p>
<p><em>di Giorgio Penco</em></p>
<p>Dal sito web della <a href="http://www.avventisti.it/sds/sds.asp?idx=214" target="_blank">Chiesa Cristiana Avventista del Settimo Giorno</a>.</p>
<p><em>&#8220;<span style="color: #003366;">Il tema del Santuario fu la chiave che svelò il mistero della delusione del 1844. Lo studio di questo soggetto rivelò un complesso sistema di verità, unito e armonico, dal quale risultava che la mano di Dio aveva diretto il grande movimento avventista.</span></em></p>
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</p>
<p><em><span style="color: #003366;">Esso inoltre indicò la posizione e la missione del popolo di Dio, segnalando le sue attuali responsabilità. Così come i discepoli di Gesù dopo quella notte terribile, caratterizzata dall’angoscia e dalla delusione, furono lieti di rivedere il Signore, nello stesso modo si rallegrarono coloro che avevano atteso in fede il suo ritorno</span>&#8221; &#8211; GC, p. 423 [332].</em></p>
<p><em><span style="color: #003300;">In effetti, quella del 1844 è una dottrina fondamentale della chiesa avventista, poiché spiega sì la delusione di quell’anno, ma anche quello che la chiesa avventista rappresenta oggi e il perché della sua esistenza. Data l’importanza della posta in gioco, l’avversario cerca costantemente di seminare il dubbio e, se riuscisse a minare la nostra convinzione circa il 1844, conseguirebbe un grande successo. <strong>È importante quindi rimanere saldamente ancorati a questa dottrina*</strong> e a non farsi trovare impreparati dalle continue critiche.</span></em></p>
<p><span style="color: #000000;">* l&#8217;uso del grassetto è mio &#8211; CosmicVoidAroundMe</span></p>
<p>Il tema dal Santuario fu la spiegazione fornita da una parte dei seguaci delle teorie avventiste per spiegarne il fallimento &#8230; ma vediamo più da vicino come andarono le cose.</p>
<p>Talvolta capita che gli esseri umani, pur posti di fronte all&#8217;evidenza di una realtà evidente, rifiutino di riconoscerla e di valutare freddamente i fatti per quel che sono. Essi cercano ogni possibile spiegazione alternativa, per quanto improbabile o addirittura inverosimile, pur di non lasciar cadere le proprie illusioni. Questo vale principalmente in quei campi in cui più forte è la partecipazione emotiva: in amore, nel rapporto con i propri figli e &#8230; nel rapporto con i propri feticci e la propria spiritualità.</p>
<p>Fra le molte occasioni in cui nel corso della storia si è manifestato il rifiuto di accettare l&#8217;evidenza di fatti incontestabili, vi sono le vicende cha hanno visto protagonisti quei cristiani di matrice protestante che in genere vengono collettivamente denominati con il termine avventisti. La storia degli avventisti e dei loro innumerevoli scismi è troppo lunga e complessa per delinearla in questo contesto, ma vale la pena di soffermarci sugli aspetti centrali delle loro vicissitudini.</p>
<p>Gli avventisti sono nati come componente trasversale del protestantesimo che sottolineava l&#8217;imminenza della fine di questo mondo. In alcuni casi tuttavia essi si costituirono in chiese o comunità con denominazioni separate. Gli avventisti degli ultimi secoli hanno illustri precursori, dato che l&#8217;attesa della parusia e della (eventuale) instaurazione di un nuovo ordine ha segnato l&#8217;intera storia della cristianità e buona parte dell&#8217;ebraismo. In effetti gli studi storicamente più imparziali e seri sulla storia del cristianesimo indicano che l&#8217;escatologia è un aspetto essenziale dell&#8217;annunzio evangelico, che è tutto contenuto in queste parole: <em>&#8220;<span style="color: #660000;">Ravvedetevi, il Regno dei cieli è vicino</span></em>&#8221; (Matteo 3:2) e mostrano come lo stesso Gesù Cristo fosse intimamente convinto dell&#8217;imminenza della fine del mondo e della venuta del Regno di Dio.</p>
<p>Dall&#8217;epoca di Cristo poi, attraverso il corso dei secoli, troviamo esempi innumerevoli di profezie sulla fine del mondo e di tentativi di predirne addirittura la data. Ancora oggi questi tentativi non sembrano esauriti, visto l&#8217;interesse che suscitano le catastofiche previsioni sul 2012. Superfluo, credo, sottolineare come neppure uno di tutti i fantasiosi tentativi compiuti abbia avuto, finora, successo.</p>
<p>Dopo alterne vicende, improvvisamente le teorie avventiste conoscono un&#8217;esplosione di popolarità verso la fine del XVIII sec. e gli inizi del secolo seguente. La rivoluzione francese scuote gli equilibri e le certezze del mondo precedente in modo così inatteso e drammatico da fornire fertile humus per le idee di coloro che si erano sempre dedicati agli astrusi calcoli numerologici e alle teorie esoteriche collegati alla fine del mondo. Testi di argomento apocalittico conoscono un notevole successo, specialmente nei paesi anglofoni. Le basi per la maggioranza delle profezie apocalittiche vengono dal Libro di Daniele e dal Libro dell&#8217;Apocalisse.</p>
<p>In buona parte dei casi il criterio adottato per calcolare la data della fine del mondo consiste nel trasformare in anni certi valori che nei libri profetici sono indicati in giorni. In questo modo, per esempio, il testo di Apocalisse 11,3 &#8220;<em><span style="color: #660000;">Io concederò ai miei due testimoni di profetizzare, ed essi profetizzeranno vestiti di sacco per milleduecentosessanta giorni</span></em>&#8221; fornisce il valore &#8220;1260&#8243; che viene interpretato come numero di anni che debbono trascorrere da un certo momento X fino alla fine del mondo.</p>
<p>Il metodo di conversione dei giorni in anni è basato su quanto scritto in Numeri 14,34 (&#8220;<em><span style="color: #660000;">Secondo il numero dei giorni che avete impiegato per esplorare il paese, quaranta giorni, sconterete le vostre iniquità per quarant&#8217;anni, un anno per ogni giorno e conoscerete la mia ostilità</span></em>&#8220;) e in Ezechiele 4,6 (&#8220;<em><span style="color: #660000;">Terminati questi, giacerai sul fianco destro e sconterai l&#8217;iniquità di Giuda per quaranta giorni, computando un giorno per ogni anno</span></em>&#8220;). Va da sé che si tratta di un metodo che, oltre a essere in pratica del tutto arbitrario, lascia aperto un enorme problema: come deve essere calcolato il momento X a partire dal quale verrà contato il numero di anni? A ciò si somma poi un ulteriore problema non insignificante: non si sa quale criterio adottare per scegliere, fra i molti riferimenti numerici presenti nella Bibbia (o nei libri apocalittici) quello giusto per la profezia. Per esempio basterà ricordare che se Apocalisse 11,3 parla di 1260 giorni, Daniele 12,11 contiene un riferimento a 1290 giorni, Daniele 12,12 uno a un periodo di 1335 giorni e &#8230; via elencando.</p>
<p>Il maggiore movimento avventista, precursore delle attuali denominazioni di questa corrente, è l&#8217;avventismo millerita, o millerismo, che prende il nome da un predicatore laico battista, William Miller (1782-1849). Nel 1834 Miller abbandonò la sua attività di agricoltore per dedicarsi alla predicazione a tempo pieno. Sulla base di calcoli convergenti eseguiti da altri, egli ritenne che i 2.300 &#8220;giorni&#8221; (anni) di Daniele 8, 14 dovessero terminare nel 1843.</p>
<p>Il calcolo, come detto, non era suo, ma Miller contribuì in modo decisivo a diffondere l&#8217;annuncio presso le masse creando un&#8217;enorme attesa. In effetti l&#8217;annuncio profetico di avvenimenti apocalittici per questa data provocò un clamoroso risveglio di religiosità coinvolgendo centinaia di migliaia o forse milioni di persone principalmente negli Stati Uniti, ma anche in Inghilterra, nell&#8217;Europa continentale e persino in Africa e India.</p>
<p>Eppure, nonostante l&#8217;attesa, il 1843 trascorse invano. Allora Miller corresse i calcoli e fissò una nuova data per la fine del presente ordine di cose alla primavera del 1844. E fu un nuovo fiasco.</p>
<p>Di nuovo Miller spostò la data, annunciando questa volta addirittura il giorno esatto: 22 ottobre 1844. Grande attesa, grande fervore, grande emozione. Giunse finalmente il giorno atteso, trascorsero le ore e &#8230; all&#8217;alba del 23 ottobre 1844, quando il sole si alzò nel cielo, nulla di visibile era accaduto. Ancora una volta un fallimento.</p>
<p>Nella storia delle religioni questo ennesimo fiasco rimarrà noto come la Grande Delusione. In alcune città i milleriti avevano rinunciato ai loro beni, distribuendoli ai poveri, nell&#8217;attesa del grande giorno e alcuni giudici li giudicarono incapaci di intendere e di volere. Vi furono episodi di intolleranza e di violenza, persino con tentativi di linciaggio.</p>
<p>Dopo la Grande Delusione la stella di Miller tramontò, ma i suoi seguaci si divisero in numerosi gruppi ognuno dei quali, con diverse fortune, tentò di spiegare &#8220;razionalmente&#8221; i fallimenti. Qualcuno si convinse che la teoria era giusta, ma la data sbagliata. Altri sostennero che, pur essendo corretta anche la data, l&#8217;evento verificatosi era diverso da quello atteso e risultava non percepibile per gli esseri umani. Ulteriori questioni vennero poi a dividere i milleriti e dalle loro ceneri emersero quattro gruppi principali (oltre a parecchi minori): gli Avventisti Evangelici, gli Avventisti del Settimo Giorno (convinti che gli <a href="http://www.artoong.net/category/eventi" class="kblinker" title="More about eventi &raquo;">eventi</a> preannunciati per il 1844 si fossero veramente verificati, ma &#8230; in Cielo (!), l&#8217;Unione della Vita e dell&#8217;Avvento e l&#8217;Associazione Cristiana Avventista.</p>
<p>Gli Avventisti del Settimo Giorno, forti di milioni di seguaci, sono ancora oggi fra i principali eredi del millerismo. Essi hanno progressivo rinunciato a definire la data della parusia e, se in una delle 36 tesi che grossolanamente (e non ufficialmente) definivano la loro dottrina, affermarono (nel 1957) semplicemente che Cristo ritornerà personalmente in un &#8220;imminente Secondo Avvento, avanti il millennio&#8221;, successivamente decisero di disconoscere ufficialmente e prudentemente la scadenza della fine del millennio. Ora, nel testo della <a href="http://www.avventisti.it/chisiamo/doc.asp?idx=13" target="_blank">Dichiarazione sull&#8217;Avventismo e l&#8217;Anno 2000</a> si legge, fra l&#8217;altro, una citazione di Atti 1,7 (&#8220;<em><span style="color: #660000;">Non sta a voi di sapere i tempi o i momenti che il Padre ha riserbato alla sua propria autorità</span></em>&#8220;) che conferma l&#8217;inopportunità (e il rischio di fare terribili figuracce) del precisare una scadenza per la parusia. Forse, se se ne fossero ricordati prima, avrebbero potuto evitare il penoso fallimento del 1844.</p>
<p>La teoria formulata dagli Avventisti del Settimo Giorno per trovare una giustificazione a quell&#8217;antipatico episodio  merita di essere esposta, seppur per sommi capi. Secondo loro, come già detto, in quella data qualcosa avvenne davvero. La profezia dunque non era sbagliata. In Cielo esisterebbe un Santuario dal quale Cristo amministra la sua propria opera mediatrice che è articolata in due fasi. Tale Santuario sarebbe costituito da una parte inferiore e una superiore e l&#8217;evento verificatosi nel 1844 sarebbe l&#8217;ascensione di Cristo alla parte superiore del Santuario celeste, con il conseguente passaggio alla seconda fase della sua opera. Più specificamente a partire da quell&#8217;anno sarebbe iniziata una sorta di &#8220;inchiesta&#8221; divina sui peccati di ogni uomo, una &#8220;grande investigazione&#8221; dei meriti e delle colpe che precederebbe immediatamente la parusia e l&#8217;instaurazione del nuiovo ordine in cui i giusti riceveranno il loro premio, mentre i malvagi &#8230; peggio per loro! La fine del mondo è considerata &#8220;imminente&#8221;, ma saggiamente non ne viene specificata la data.</p>
<p>Potrebbe essere interessante chiedersi con quale rapidità Cristo sia in grado di esaminare i peccati degli uomini. Se l&#8217;esame fosse istantaneo non si spiegherebbe il lungo periodo di attesa fra l&#8217;inizio della &#8220;grande investigazione&#8221; e il nuovo Avvento. Se invece la velocità del giudizio non fosse infinita, allora diventerebbe necessario confrontarla con il tasso di incremento demografico della popolazione terrestre. Infatti se la velocità di riproduzione umana fosse maggiore della velocità di processamento da parte di Cristo, le operazioni di &#8220;investigazione&#8221; potrebbero teoricamente rivelarsi infinitamente lunghe (almeno fintanto che la popolazione terrestre non prendesse a diminuire).</p>
<p>La storia delle teorie avventiste non finisce qua. Infatti da un altro ramo dei milleriti, attraverso varie vicissitudini, nacquero i Testimoni di Geova &#8230; ma questa è un altra storia e la racconterò in un nuovo post, prima o poi.</p>
<p><em><span style="color: #3300ff;">CosmicVoidAroundMe</span></em></p>
<p><em></em></p>
<p><span style="font-size: 0.8em; color: #000000;"><strong><span style="text-decoration: underline;">NOTA</span></strong><br />
</span></p>
<h3><span style="font-size: 0.8em; color: #000000;">I seguenti link vengono riportati in quanto interessanti o utili per eventuali approfondimenti.</span></h3>
<h3><span style="font-size: 0.6em;">CHIESA AVVENTISTA DEL SETTIMO GIORNO<br />
documenti ufficiali</span><br />
<a href="http://www.avventisti.it/chisiamo/documenti.asp" target="_blank"><span style="font-size: 0.6em;">documenti ufficiali dottrina Chiesa Avventista del Settimo Giorno</span></a></h3>
<h3><span style="font-size: 0.6em;">CHIESA AVVENTISTA DEL SETTIMO GIORNO<br />
credenze e dottrine tratte dalla Bibbia</span><br />
<a href="http://www.avventisti.it/chisiamo/credo.asp" target="_blank"><span style="font-size: 0.6em;">documenti non ufficiali, ma corrispondenti a quanto crede la Chiesa Avventista del Settimo Giorno</span></a></h3>
<p>Articolo da: <a href="http://www.artoong.net">Artoong</a><br/><br/><a href="http://www.artoong.net/2008/04/27/chiesa-avventista-del-settimo-giorno/177/scienze-umane/sulla-filosofia">Chiesa avventista del settimo giorno</a></p>
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		<title>Luca Sofri: Festival della Filosofia 2008 &#8211; Auditorium di Roma</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Apr 2008 08:43:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Artoong</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Intervento di Luca Sofri al Festival della Filosofia 2008 &#8211; Roma Auditorium Parco della Musica

Articolo da: ArtoongLuca Sofri: Festival della Filosofia 2008 &#8211; Auditorium di Roma
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Intervento di <a title="Il blog di Luca Sofri" href="http://www.wittgenstein.it/" target="_blank"><strong>Luca Sofri</strong></a> al Festival della Filosofia 2008 &#8211; Roma Auditorium Parco della Musica<br />
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<p>Articolo da: <a href="http://www.artoong.net">Artoong</a><br/><br/><a href="http://www.artoong.net/2008/04/22/luca-sofri-festival-della-filosofia-2008-auditorium-di-roma/173/scienze-umane/sulla-filosofia">Luca Sofri: Festival della Filosofia 2008 &#8211; Auditorium di Roma</a></p>
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		<title>Imma Battaglia Festival della Filosofia 2008 Auditorium di Roma</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Apr 2008 08:37:40 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Vi proponiamo una parte dell’intervento di Imma Battaglia all’auditorium di Roma durante il Festival della Filosofia 2008.

Articolo da: ArtoongImma Battaglia Festival della Filosofia 2008 Auditorium di Roma
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Vi proponiamo una parte dell’intervento di Imma Battaglia all’auditorium di Roma durante il Festival della Filosofia 2008.</p>
<p><object width="425" height="355"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/z2ObNhuZ6m0&#038;hl=en"></param><param name="wmode" value="transparent"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/z2ObNhuZ6m0&#038;hl=en" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="425" height="355"></embed></object></p>
<p>Articolo da: <a href="http://www.artoong.net">Artoong</a><br/><br/><a href="http://www.artoong.net/2008/04/21/imma-battaglia-festival-della-filosofia-2008-auditorium-di-roma/172/scienze-umane/sulla-filosofia">Imma Battaglia Festival della Filosofia 2008 Auditorium di Roma</a></p>
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		<title>Oliviero Toscani Festival della Filosofia 2008 Auditorium di Roma</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Apr 2008 08:25:32 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Vi proponiamo la prima parte dell&#8217;intervento di Oliviero Toscani all&#8217;auditorium di Roma durante il Festival della Filosofia 2008. Titolo della manifestazione era &#8220;Sessantotto tra pensiero e azione&#8221;




Articolo da: ArtoongOliviero Toscani Festival della Filosofia 2008 Auditorium di Roma
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Vi proponiamo la prima parte dell&#8217;intervento di Oliviero Toscani all&#8217;auditorium di Roma durante il Festival della Filosofia 2008. Titolo della manifestazione era &#8220;Sessantotto tra pensiero e azione&#8221;</p>
<p><object width="425" height="355"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/jelTalmLTQY&#038;hl=en"></param><param name="wmode" value="transparent"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/jelTalmLTQY&#038;hl=en" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="425" height="355"></embed></object><br />
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<p>Articolo da: <a href="http://www.artoong.net">Artoong</a><br/><br/><a href="http://www.artoong.net/2008/04/21/oliviero-toscani-festival-della-filosofia-2008-auditorium-di-roma/171/scienze-umane/sulla-filosofia">Oliviero Toscani Festival della Filosofia 2008 Auditorium di Roma</a></p>
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		<title>L&#8217;anima e il suo destino &#8211; Vito Mancuso</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Jan 2008 12:53:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Artoong</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
Vito Mancuso è docente di Teologia moderna e contemporanea presso la Facoltà di Filosofia dell&#8217;Università San Raffaele di Milano.
Pubblica quest&#8217;opera coraggiosa nella quale affronta il tema dell&#8217;anima e dei novissimi: &#8211; morte giudizio inferno e paradiso &#8211; secondo una riflessione che tiene largamente in considerazione l&#8217;attuale progresso scientifico.
Il testo è stato pubblicato con una prefazione [...]<p>Articolo da: <a href="http://www.artoong.net">Artoong</a><br/><br/><a href="http://www.artoong.net/2008/01/24/lanima-e-il-suo-destino/134/scienze-umane/sulla-filosofia">L&#8217;anima e il suo destino &#8211; Vito Mancuso</a></p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><img src="http://www.divshare.com/img/midsize/3579894-e9f.jpg" border="0" alt="3579894 e9f Lanima e il suo destino   Vito Mancuso"  title="3579894 e9f photo" /></p>
<p>Vito Mancuso è docente di Teologia moderna e contemporanea presso la Facoltà di Filosofia dell&#8217;Università San Raffaele di Milano.</p>
<p>Pubblica quest&#8217;opera coraggiosa nella quale affronta il tema dell&#8217;anima e dei novissimi: &#8211; morte giudizio inferno e paradiso &#8211; secondo una riflessione che tiene largamente in considerazione l&#8217;attuale progresso scientifico.</p>
<p>Il testo è stato pubblicato con una prefazione di Carlo Maria Martini, che pur avendo espresso molte discordanze sulle posizioni di Mancuso, considera l&#8217;opera lucida, onesta e rigorosa e ritiene che non possa essere ignorata da chiunque voglia affrontare questi argomenti.</p>
<p>Mancuso individua nella natura un Principio Ordinatore impersonale che coincide con quello che la Bibbia chiama &#8220;<strong><a href="http://www.demauroparavia.it/100926" target="_blank">sapienza</a></strong>&#8221; ed è insito nella materia.</p>
<p>Ogni giorno l&#8217;energia informe del cosmo agisce seguendo questo principio.</p>
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</p>
<p>La libertà, che sarebbe la stessa energia informe a livello umano, si organizza secondo la maniera stabile della sapienza dando luogo alla nascita dell&#8217;anima.</p>
<p>Il cosmo e l&#8217;uomo si ordinano secondo una crescente complessità. L&#8217;incremento di quest&#8217;ordine nell&#8217;uomo fa nascere un uomo spirituale.</p>
<p>Il mondo pertanto non è compiuto ma è in fase di costruzione e muta secondo questo principio Ordinatore che ha come scopo la nascita della libertà stessa.</p>
<p>Il Principio Ordinatore è impersonale. Dio, artefice di questa energia cosmica e dell&#8217;intero meccanismo, è invece personale.</p>
<p>L&#8217;immortalità non sarebbe legata dunque ad alcun atto divino unilaterale, né all&#8217;evento della resurrezione di Cristo né la morte sarebbe entrata nel mondo a motivo di un peccato originale. La natura sarebbe votata alla vita, e la morte sarebbe frutto della discontinuità provata del cosmo, che nel sul progressivo ordinamento procede a fasi e sbalzi.</p>
<p>Il mondo, dicevamo, non è un disegno concluso, è un processo che si va costruendo secondo una logica che non si prende cura dei singoli e che giunge anche a modificare la natura: &#8221; la logica naturale ha sì come fine l&#8217;apparizione della persona, ma lavora secondo mezzi e modalità di tipo impersonale&#8221;.</p>
<p>In ultima istanza, &#8220;la logica naturale alla guida del mondo ha come fine la libertà, ma come strumento la necessità &#8220;.</p>
<p>Molti altri argomenti sono affrontati in questo testo e il riassunto che ne ho fatto non può chiaramente considerarsi esaustivo, dà comunque numerosi spunti per una riflessione più approfondita.</p>
<p>Tra i punti che ho trovato particolarmente critici ci sono il senso della presenza di Cristo nella storia ed i temi scottanti del dolore innocente e della impossibilità di esercizio della libertà di parte dell&#8217;umanità.</p>
<p>Ma anche il fine ultimo di questa creazione, ovvero la divinizzazione dell&#8217;uomo attraverso l&#8217;esercizio della libertà ed il contemporaneo &#8220;ordinamento&#8221; del cosmo, considerando l&#8217;altissimo prezzo da pagare (dolore, morte, ingiustizia) dovrebbero avere spiegazioni ben più solide di quelle esposte. Insomma trovo una carenza di approfondimento sul &#8220;senso&#8221; generale di questo costrutto, inteso come significato e come direzione.<br />
Patrizia Genovesi</p>
<p>Il libro &#8220;<strong><a href="http://www.internetbookshop.it/code/9788860301185/mancuso-vito/anima-suo-destino.html" target="_blank">L&#8217;anima e il suo Destino</a></strong>&#8220;, di Vito Mancuso &#8211; Editore Raffaello Cortina</p>
<p>Articolo da: <a href="http://www.artoong.net">Artoong</a><br/><br/><a href="http://www.artoong.net/2008/01/24/lanima-e-il-suo-destino/134/scienze-umane/sulla-filosofia">L&#8217;anima e il suo destino &#8211; Vito Mancuso</a></p>
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		<title>Chi ha paura di Tariq Ramadan?</title>
		<link>http://www.artoong.net/2007/10/29/chi-ha-paura-di-tariq-ramadan/111/scienze-umane/sulla-filosofia</link>
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		<pubDate>Mon, 29 Oct 2007 10:02:31 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il dibattito sull&#8217;integrazione del mondo islamico nella cultura occidentale ed in particolare europea, si è recentamente arricchito grazie ad un libro di Nina zu Furstenberg e pubblicato da Marsilio: Chi ha paura di Tariq Ramadan .
Di Tariq Ramadan Artoong si è occupato già nel recente passato quando il discusso intellettuale svizzero di fede islamica è [...]<p>Articolo da: <a href="http://www.artoong.net">Artoong</a><br/><br/><a href="http://www.artoong.net/2007/10/29/chi-ha-paura-di-tariq-ramadan/111/scienze-umane/sulla-filosofia">Chi ha paura di Tariq Ramadan?</a></p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Il dibattito sull&#8217;integrazione del mondo islamico nella cultura occidentale ed in particolare europea, si è recentamente arricchito grazie ad un libro di <span class="testocontent"></span><strong><strong><span id="ctl00_ContentPlaceHolder1_rpAutore_ctl00_lbAutoreProd">Nina zu Furstenberg </span></strong></strong>e pubblicato da Marsilio: <a href="http://www.internetbookshop.it/code/9788831790161/fuumlrstenberg-nina-zu/chi-paura-tariq.html?shop=3678" target="_blank"><strong>Chi ha paura di Tariq Ramadan .</strong></a></p>
<p>Di Tariq Ramadan Artoong si è occupato già nel recente passato quando il discusso intellettuale svizzero di fede islamica è stato ospite del <strong><a href="http://www.artoong.net/tag/-Tariq_Ramadan-" target="_blank">Festival della Filosofia di Roma</a></strong>.</p>
<p>Lo scorso venerdi si è tenuta appunto la presentazione del libro della Furstenberg nella sede nazionale della Stampa Estera a Roma. Al dibattito hanno partecipato il prof. Renzo Guolo, Khalid Chaouki, Giuliano Ferrara e il Ministro Giuliano Amato.</p>
<p>La discussione è stata particolarmente interessante, molti gli spunti di riflessione su una questione che sembra senza dubbio uno dei reali nodi da sciogliere per il futuro di pacifica convivenza del nostro continente.</p>
<p>Vi proponiamo quindi un primo estratto degli intervenit che si sono succeduti augurandoci con questo di contribuire alla migliore comprensione degli aspetti culturali che la nostra società si trova ad affrontare.</p>
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<p>Articolo da: <a href="http://www.artoong.net">Artoong</a><br/><br/><a href="http://www.artoong.net/2007/10/29/chi-ha-paura-di-tariq-ramadan/111/scienze-umane/sulla-filosofia">Chi ha paura di Tariq Ramadan?</a></p>
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		<title>Tariq Ramadan su Artoong WEB TV</title>
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		<pubDate>Thu, 31 May 2007 12:48:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Artoong</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Abbiamo deciso di ripresentare in forma quasi completa il video dell&#8217;intervento di Tariq Ramadan all&#8217;ultimo Festival della Filosofia di Roma. L&#8217;abbiamo fatto perchè senza alcun dubbio è stato il video più visto in artoong ed è stato anche il più ricercato nei motori di ricerca.
Che ci sia interesse sulla discussa figura dello scrittore svizzero non [...]<p>Articolo da: <a href="http://www.artoong.net">Artoong</a><br/><br/><a href="http://www.artoong.net/2007/05/31/tariq-ramadan-su-artoong-web-tv/47/scienze-umane/sulla-filosofia">Tariq Ramadan su Artoong WEB TV</a></p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Abbiamo deciso di ripresentare in forma quasi completa il video dell&#8217;intervento di <a target="_blank" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Tariq_Ramadan"><strong>Tariq Ramadan</strong></a> all&#8217;ultimo <a target="_blank" href="http://www.artoong.net/tag/Festival_Filosofia"><strong>Festival della Filosofia di Roma</strong></a>. L&#8217;abbiamo fatto perchè senza alcun dubbio è stato il video più visto in artoong ed è stato anche il più ricercato nei motori di ricerca.</p>
<p>Che ci sia interesse sulla discussa figura dello scrittore svizzero non ci ha sorpreso, anche nel mondo dei blogger negli ultimi giorni <strong><a target="_blank" href="http://www.wittgenstein.it/post/20070529_65724.html">si è parlato</a></strong> di Ramadan. Ci ha fatto però piacere la circostanza che si volesse andare direttamente alla fonte, ascoltarlo esporre le proprie idee e non fermarsi soltanto a quanto delle sue idee altri scrivono e, spesso, strumentalizzano per propri fini particolari.</p>
<p>La linea di Artoong va in questa direzione: quando ne abbiamo la possibilità vogliamo dare voce diretta a chi possiede le competenze e lancia le sue idee. Ci fa piacere che questa posizione sia stata positivamente accolta.</p>
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<p><a target="_blank" href="http://www.internetbookshop.it/libri/[TARIQ+RAMADAN]/libri.html?shop=[3678]"><strong>I libri tradotti in italiano di Tariq Ramadan</strong></a></p>
<p>Articolo da: <a href="http://www.artoong.net">Artoong</a><br/><br/><a href="http://www.artoong.net/2007/05/31/tariq-ramadan-su-artoong-web-tv/47/scienze-umane/sulla-filosofia">Tariq Ramadan su Artoong WEB TV</a></p>
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		<title>Festival della filosofia: Roma 2007</title>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2007 07:21:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Artoong</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Che cos’è la filosofia? Un tempo la risposta sarebbe stata semplice e condivisa: scienza &#8220;omnium rerum per ultimas causas iuxta rationem&#8221;. Speculazione razionale sulle cose attraverso le cause ultime. I problemi fondamentali: la conoscenza e la realtà intima, fondamentale, della natura e dell’uomo. Ma a un certo punto i filosofi, stravolti dalle acquisizioni della logica, [...]<p>Articolo da: <a href="http://www.artoong.net">Artoong</a><br/><br/><a href="http://www.artoong.net/2007/05/16/festival-della-filosofia-roma-2007/33/scienze-umane/sulla-filosofia">Festival della filosofia: Roma 2007</a></p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><span style="font-size: x-small;">Che cos’è la filosofia? Un tempo la risposta sarebbe stata semplice e condivisa: scienza &#8220;omnium rerum per ultimas causas iuxta rationem&#8221;. Speculazione razionale sulle cose attraverso le cause ultime. I problemi fondamentali: la conoscenza e la realtà intima, fondamentale, della natura e dell’uomo. Ma a un certo punto i filosofi, stravolti dalle acquisizioni della logica, della fisica, della psicanalisi, si sono visti di fronte all’inadeguatezza dei fini e dei metodi tradizionali e non hanno trovato di meglio che stilare l’atto di morte di quella filosofia: non c’è modo di conoscere la realtà delle cose, la cui natura ultima e strutturale è &#8220;inattingibile&#8221;. Omaggio indebito, anche se forse inevitabile, al trionfo delle scienze naturali e alla tendenza positivistica che pretende vero solo ciò che è osservabile e sperimentabile.</span></p></blockquote>
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</p>
<blockquote><p><span style="font-size: x-small;"><span style="font-size: x-small;">Dal giorno di questo harakiri, la filosofia annaspa alla ricerca di un contenuto e di una direzione. Stando al programma del Festival della Filosofia di Roma, oggi la filosofia accetta nel proprio grembo ogni sforzo di indagine che possa aiutarci a ragionare su di noi, sulla natura, sulla modalità delle relazioni tra gli uomini e via dicendo. E’ in questo quadro ampio e sfumato che si capisce come nel Festival abbiano trovato spazio temi assai poco correlati con un concetto tradizionale di filosofia, come Second Life e la relazione tra Occidente e Islam, e relatori conosciuti in ben altri campi della professione intellettuale, come Scalfari, Camilleri, Gerosa ed altri.</span></span></p>
</blockquote>
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</p>
<blockquote><p><span style="font-size: x-small;"><span style="font-size: x-small;"><span style="font-size: x-small;">Mestiere gramo, oggi, quello del filosofo. Non è più lui a fissare le regole e i metodi dell’indagine razionale: assai più autorevoli sono la logica, la matematica, la fisica, perfino le scienze sociali. Privo di strumenti e di contenuti condivisi e riconoscibili, si trova ad indagare una realtà i cui connotati si trasformano tra le sue mani sotto l’impulso di fenomeni che si accavallano ad una velocità superiore a quella di qualsiasi sforzo di sistematizzazione. Il pc, internet, la chat, <a href="http://www.google.com/" class="kblinker" target="_blank" title="More about google &raquo;">Google</a>, Second Life, Web2 modificano in modo continuo e strutturale i modi e gli strumenti delle relazioni tra le persone, rendendo rapidamente obsoleto ogni tentativo di comprensione e di codifica.</span></span></span></p>
<p><span style="font-size: x-small;"><span style="font-size: x-small;"><span style="font-size: x-small;">Oggi il futuro è modellato da una logica &#8220;tipo Open Source&#8221;, in cui a dirigere la nave è la libera innovazione tecnologica capace di imporsi economicamente, accanto ad un potere politico che cerca continuamente di appropriarsene. Tutto questo è affascinante e straordinario. Ma forse un po’ troppo anarchico.</span></span></span></p></blockquote>
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</p>
<blockquote><p><span style="font-size: x-small;"><span style="font-size: x-small;"><span style="font-size: x-small;"><span style="font-size: x-small;">Attendiamo con ansia il nuovo Aristotele, quello che sappia guardare lontano, trovare gli strumenti di indagine adatti al nostro tempo caotico, smontare le pretese estreme ed escludenti del metodo scientifico che si pretende applicabile ad ogni realtà, ed aiutarci a capire dove andiamo e quale futuro stiamo preparando. Ne abbiamo bisogno per governare quel futuro. Ma per il momento all’orizzonte non se ne vede nemmeno l’ombra.</span></span></span></span></p>
<p><span style="font-size: x-small;"><span style="font-size: x-small;"><span style="font-size: x-small;"><span style="font-size: x-small;">In questo contesto è andata in scena la disputa tra due intellettuali europei di origine islamica. Da una parte Hanif Kureishi, scrittore e drammaturgo anglo-pakistano, laico e assai sensibile a temi come l’omosessualità, la parità femminile, la libertà democratica etc. Dall’altra l’islamologo svizzero musulmano di origine egiziana Tariq Ramadan, polemista rinomato, i cui controversi interventi hanno spesso suscitato polemiche. Il giornalista Paolo Di Giannantonio aveva l’ingrato compito del moderatore.</span></span></span></span></p>
<p><span style="font-size: x-small;"><span style="font-size: x-small;"><span style="font-size: x-small;"><span style="font-size: x-small;">Ramadan è impressionante. Mette in campo una capacità dialettica straordinaria, alimentata da una attitudine all’analisi razionale che ricorda la grande tradizione dei filosofi e matematici arabi del Medioevo. Dice tutto ciò che ogni occidentale vorrebbe ascoltare, utilizzando anche i mezzi di una tecnica retorica raffinata, e si guadagna l’applauso del pubblico. Ritiene la libertà la più grande delle ricchezze; condanna gli attentati terroristici, a partire da quello delle Torri Gemelle; considera indispensabili e non negoziabili i pilastri fondamentali della democrazia liberale; invita le donne dei paesi musulmani a non accettare più alcuna discriminazione; rimarca la necessità che gli immigrati rispettino le leggi e gli usi dei paesi che li ospitano; sottolinea la inopportunità per le comunità musulmane in Europa di creare ghetti e scuole islamiche, che limitano la possibilità di conoscenza reciproca tra le diverse culture. Provoca la platea: avete paura dei musulmani che non conoscete: prima di valutare, andate ad incontrare quelli che vivono accanto a voi, e scoprirete una moltitudine di persone miti e civili con cui confrontarvi in uno scambio reciproco che è ricchezza per tutti.</span></span></span></span></p></blockquote>
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</p>
<blockquote><p><span style="font-size: x-small;"><span style="font-size: x-small;"><span style="font-size: x-small;"><span style="font-size: x-small;"><span style="font-size: x-small;">E soprattutto: non esiste alcuna contraddizione tra il Corano e i valori tipici della democrazia occidentale; si può essere al tempo stesso fedeli musulmani e strenui sostenitori della libertà. Gli occidentali quindi non hanno ragione di temere i musulmani: la loro paura nasce dall’ignoranza.</span></span></span></span></span></p>
<p><span style="font-size: x-small;"><span style="font-size: x-small;"><span style="font-size: x-small;"><span style="font-size: x-small;"><span style="font-size: x-small;">Quello che Ramadan non dice è quale precentuale di musulmani condivida il suo pensiero e se ritiene che gli attuali governi rispecchino le sue posizioni.</span></span></span></span></span></p>
<p><span style="font-size: x-small;"><span style="font-size: x-small;"><span style="font-size: x-small;"><span style="font-size: x-small;"><span style="font-size: x-small;">Un assortimento particolare per discutere della figura storica di Gesù: un ecclesiastico (Raniero Cantalamessa), una professoressa universitaria americana (Paula Frederiksen), Eugenio Scalfari e Paolo Flores D’Arcais, efficacemente moderati da Corrado Augias. Vivo interesse del pubblico, aula Sinopoli stipata come nelle grandi occasioni, e la solita, totale, assordante assenza dei media.</span></span></span></span></span></p>
<p><span style="font-size: x-small;"><span style="font-size: x-small;"><span style="font-size: x-small;"><span style="font-size: x-small;"><span style="font-size: x-small;">Gesù interessa, eccome. Ciò che più emerge dal dibattito è che di questo argomento non è più possibile parlare con superficialità. L’analisi storica evidenzia come i Vangeli siano il frutto di un contesto culturale specifico, oltretutto molto lontano da quello originario di Gesù, sotto ogni profilo: temporale, geografico, culturale e linguistico. Essa mostra inoltre come le verità della fede, che conosciamo come un corpus granitico e inequivoco, abbiano invece attraversato un processo lungo e controverso prima di raggiungere la loro forma attuale, caratterizzato anche da imposizioni violente, da intrusioni della politica e da metodi di indagine e di decisione che faticheremmo molto a definire scientifici. In altri termini, il deposito della fede cristiana è un fatto teologico e filosofico, del tutto distinto dalla consistenza storica della figura reale di Gesù.</span></span></span></span></span></p>
<p><span style="font-size: x-small;"><span style="font-size: x-small;"><span style="font-size: x-small;"><span style="font-size: x-small;"><span style="font-size: x-small;">Nel dibattito, due specialisti come Cantalamessa e Frederiksen e Scalfari, che acutamente si è posto quale è, uomo di cultura che indaga con buona fede cercando di modificare il taglio storiografico della discussione ponendo una questione cruciale per chi voglia parlare dell’attualità di Gesù nella storia: se Gesù ha redento il mondo, perché mai dopo di lui l’umanità non è cambiata e il mondo è oggi il medesimo mattatoio che era allora? A maggior ragione, aggiungiamo noi, considerato che gran parte delle acquisizioni del diritto e della scienza che ci differenziano da epoche meno civili sono conquiste laiche, realizzate senza il favore della Chiesa e spesso in opposizione ad essa.</span></span></span></span></span></p>
<p><span style="font-size: x-small;"><span style="font-size: x-small;"><span style="font-size: x-small;"><span style="font-size: x-small;"><span style="font-size: x-small;">Essere non credenti è sempre stato problematico. Essere credenti oggi lo è forse ancora di più: le modalità tradizionali della fede devono essere integralmente riviste alla luce dei progressi del pensiero, da una parte, e delle scienze, dall’altra. E’ uno sforzo che va chiesto innanzitutto alla gerarchia cattolica. Le posizioni dogmatiche, che pretendono di imporre valori e stili di vita in base semplicemente alla propria asserita autorevolezza, oggi meno che mai possono essere la premessa per un confronto onesto e costruttivo.</span></span></span></span></span></p></blockquote>
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</p>
<p>Articolo da: <a href="http://www.artoong.net">Artoong</a><br/><br/><a href="http://www.artoong.net/2007/05/16/festival-della-filosofia-roma-2007/33/scienze-umane/sulla-filosofia">Festival della filosofia: Roma 2007</a></p>
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		<title>Second  Life  &#8211; Festival della filosofia</title>
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		<pubDate>Tue, 15 May 2007 15:52:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Artoong</dc:creator>
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Articolo da: ArtoongSecond  Life  &#8211; Festival della filosofia
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Non potevamo mancare ad un dibattito che affrontasse uno dei temi del momento: <a href="http://www.secondlife.com" target="_blank">Second Life</a>. Partecipano: Mario Gerosa, Pietro Montani, Carlo Formenti.</p>
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<p>Articolo da: <a href="http://www.artoong.net">Artoong</a><br/><br/><a href="http://www.artoong.net/2007/05/15/second-life-festival-della-filosofia/32/scienze-umane/sulla-filosofia">Second  Life  &#8211; Festival della filosofia</a></p>
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