Il rilevamento sismico: conferenza in diretta WEB
giugno 21, 2009
Con pochissimo preavviso ma augurandoci di trovare comunque l’interesse di chi ci segue, Artoong presenta, in collaborazione con il Mensa Italia, una conferenza in diretta via WEB del Dott. S. Mazza, dirigente del INGV. Stasera , 21 Giugno 2009, alle 20.00.
L’intervento del dott. Mazza verrà introdotto da Giorgio Penco che si soffermerà sulle versioni pseudo-scientifiche che si sono manifestate nell’ultimo drammatico sisma in Abruzzo.
Di seguito un breve profilo professionale di Salvatore Mazza:
Dr. Salvatore Mazza, laureatosi in fisica con una tesi sui forti terremoti italiani (1976, 1980, 1984), ha iniziato a lavorare presso l’ING (successivamente trasformatosi in INGV) come ricercatore nel 1988. Ha partecipato a due campagne antartiche e due spedizioni himalayane. Sin dall’inizio si è occupato della rete di sensori sismici mediterranea (MedNet) che ha contribuito a creare. Attualmente è Dirigente dell’INGV ed è Responsabile della Rete Mediterranea nonché del Centro Dati Sismici del CNT (Centro Nazionale Terremoti).
La registrazione della conferenza sarà presto disponibile anche sul nostro canale WEB TV SCIENCE
VIDEO della PARTE SECONDA
VIDEO DELLA PARTE TERZA
VIDEO DELLA PARTE QUARTA
VIDEO DELLA PARTE QUINTA
I delfini nuotano nel mare di Corviale
giugno 10, 2009
Uomo libero, sempre tu amerai il mare!
Il mare è il tuo specchio; tu miri,
nello svolgersi infinito delle sue onde, la tua anima.
Il tuo spirito non è abisso meno amaro.
Ti compiaci a tuffarti entro la tua propria immagine;
tu l’abbracci con gli occhi e con le braccia,
e il tuo cuore si distrae alle volte dal suo battito
al rumore di questo lamento indomabile e selvaggio.
Siete entrambi a un tempo tenebrosi e discreti:
uomo, nessuno ha mai misurato la profondità dei tuoi abissi;
mare, nessuno conosce le tue ricchezze segrete,
tanto siete gelosi di conservare il vostro mistero.
E tuttavia sono innumerevoli secoli
che vi combattete senza pietà né rimorsi,
talmente amate la carneficina
e la morte, eterni lottatori, fratelli.
L’uomo e il mare, Charles Baudelaire
“Se tu hai una mela e io ho una mela e ce le scambiamo, allora tu e io abbiamo sempre una mela per uno. Ma se tu hai un’idea e io ho un’idea e ce le scambiamo, allora abbiamo entrambi due idee.” Questo ci insegna George Bernard Shaw e il racconto scritto nel gruppo Quelli che nella prossima vita diventeranno delfini, su Facebook, è riuscito a interpretare proprio questo principio di condivisione, di reciprocità, di scambio.
Il social network, utilizzato da milioni di utenti, è una finestra aperta sul mondo, un’agorà dove ogni sfaccettatura umana trova la sua dimensione, il suo spazio per esprimersi. C’è chi lo usa per gioco, chi per promuovere le sue attività, o per divulgare eventi e informazioni, chi solo per curiosità e chi riesce con una sorprendente spontaneità a mettere insieme tante persone diverse coinvolte in un continuo e reciproco scambio di idee e emozioni.
È questo quello che è successo agli iscritti del gruppo, che si sono ritrovati a scrivere a più mani condividendo la creazione di questo racconto.
L’esperimento di scrittura collettiva ha riscontrato un grande successo forse inaspettato, ma sperato, il viaggio intrapreso dai delfini è metafora del viaggio interiore di ogni partecipante: ogni luogo visitato, ogni incontro fatto, ogni avventura intrapresa, ogni sensazione provata è stato il tramite per descrivere e fermare i ricordi, le emozioni, le paure, i sogni, la fantasia di ogni improvvisato scrittore che con grande passione e amore è riuscito in questa impresa letteraria.
Walter Elias Disney diceva “Andiamo sempre avanti, aprendo nuove porte e facendo cose nuove, perché siamo curiosi… E la curiosità ci porta verso nuovi orizzonti.”, i nostri amici delfini queste porte le hanno aperte e la curiosità non li ha abbandonati, anzi è il motore che li spinge ad andare alla scoperta di nuovi mondi e di nuove emozioni.
Ogni partecipante, culturalmente e geograficamente distante dall’altro, si è riconosciuto gruppo non solo perché iscritto, ma perché si è sentito parte della rete che si è andata sviluppando attraverso i vari legami emozionali che sono nati, perché ha sviluppato la propria identità nel gruppo seguendo una regola non scritta ma condivisa di interdipendenza e di co-creazione.
Ogni elemento inserito ha dato valore al racconto e come Walt Withman citava nei suoi versi, “che tu sei qui, che esiste la vita e l’individuo, che il potente spettacolo continua, e tu puoi contribuirvi con un tuo verso.”
Artoong vi aspetta Venerdi 12 Giugno alle ore 17.30 per la presentazione del racconto che si terrà nei locali della Biblioteca comunale Corviale, Via Mazzacurati 76 a Roma .
Ed ecco ce ne andiamo come siamo venuti
arrivederci fratello mare
mi porto un po’ della tua ghiaia
un po’ del tuo sale azzurro
un po’ della tua infinità
e un pochino della tua luce
e della tua infelicità.
Ci hai saputo dir molte cose
sul tuo destino di mare
eccoci con un po’ più di speranza
eccoci con un po’ più di saggezza
e ce ne andiamo come siamo venuti
arrivederci fratello mare
Arrivederci fratello mare, Nazim Hikmet
La Boheme di Puccini
dicembre 4, 2008
L’opera lirica, patrimonio indubitabile della cultura italiana, viene relegata troppo spesso in un ambito ristretto, per un pubblico di cultori. In realtà questa grandissima espressione musicale e artistica soffre quasi sempre di una pessima divulgazione e di nessuna reale volontà di offrirla nei modi più idonei ad un pubblico nuovo.
Questa è la scommessa che Artoong e soprattutto il Maestro Giorgio Proietti lanciano il 4 Dicembre 2008, presso il Teatro Toto di Roma (Piazza Meucci, Zona Marconi) dove si terrà una conferenza sull’opera di Puccini a partire dalle ore 21 (ingresso 10 Euro).
Con competenza e soprattutto con la passione di chi ha amato in ogni suo aspetto l’opera del compositore toscano, Giorgio Proietti condurrà gli spettatori in un viaggio storico ed emotivo sulle orme della dolce Mimì e dei suoi compagni nella Parigi del 1830.
Siamo orgogliosi di poter offrire ai nostri lettori e a chi vorrà esserci una simile iniziativa. Ci aspettiamo numerosi commenti e critiche che meglio di tutte ci potranno dare la misura del successo di questo tipo di iniziative.
Fisica e arte – due modi complementari di esprimere la creativita
giugno 28, 2008
Relatore: Catalina Curceanu – Laboratori Nazionali di Frascati dell’INFN
Sabato 28 giugno ore 20,30
In diretta su Artoong Live TV
Un giorno Pitagora passo’ davanti all’officina di un fabbro e si accorse che il suono dei vari martelli sulle incudini era a volte consonante e a volte dissonante; incuriosito entro’ nell’officina e guardando i martelli scopri che quelli che risuonavano in consonanza avevano un preciso rapporto di peso. E’ cosi’ che lo stretto rapporto che intercorre tra la musica e la matematica (la scienza) fu scoperto. Il rapporto fra l’arte e la scienza, non e’ mai cessato, anzi, si e’ ulteriormente rinforzato – seguendo strade non-lineari e, spesso, molto feconde.
L’esplorazione della quarta dimensione di Dali’, il cubismo e la sua relazione con la relativita’, i disegni apparentemente paradossali di Escher, le Cosmicomiche di Calvino, ma anche la ricostruzione sentimentale del Big Bang di Primo Levi nella sua poesia “Nel Principio”, assieme allo scienziato che diventa un personaggio (I Fisici di Durrenmat; la strana scomparsa di Majorana raccontata da Sciascia, i fisici del CERN di Ginevra visti sia nell’”Atlante occidentale” di Del Giudice che, in un modo alquanto lontano dalla realta’ in ‘Angeli e demoni” di Brown) sono soltanto alcuni degli esempi di cui si parlera’. Le moderne teorie della fisica, le sue simmetrie, la sua armonia (il modello standard, la supersimmetria, le multidimensioni, i buchi neri, la teoria delle stringhe) sono anche una forma d’arte, oltre ad essere alla base del progresso della societa’, e fanno parte del patrimonio culturale dell’umanita’. Perche’, come diceva Einstein: “L’esperienza piu’ bella che possiamo avere e’ il mistero. E’ l’emozione fondamentale alla base della vera arte e della vera scienza. Chi non sa cos’e’ e non sa piu’ sognare o meravigliarsi e’ come morto e il suo sguardo e’ spento”




