Mine Vaganti

marzo 22, 2010

Mine Vaganti di Ferzan Ozpetek è un intreccio tra diversità nascoste, sogni soffocati, amori non vissuti e gesti eroici. Fughe. Nel tentativo esasperato di vivere almeno una parte di sè. Diversi siamo tutti, non nascondersi è l’unico modo per essere felici. Le necessità della vita possono spingerci a vivere la vita degli altri talvolta per non addolorare, per non tradire, ma forse in ultima istanza per paura. Mai farsi comandare nè dominare dalla paura dell’ignoto, dalla paura di perdere quello che a fatica abbiamo conquistato, dal timore di essere abbandonati e non più riconosciuti dagli unici che per te contano, ai quali devi la vita, gli stessi che a volte determinano la tua morte sociale. Per Ferzan Ozpetek questo è il film della maturità. Ozpetek ha oggi una visione dell’esistenza più variegata che nei precedenti film, non più bianco e nero, uomo donna, omosessuale eterosessuale, ma al centro la persona reale attratta dalle varietà dell’essere. Il protagonista ama uomo e donna, entrambi lo completano.  Ama i contrasti, i colori pastello e al contempo i colori tenui, comprende e vive l’epoca della decisione e quella dell’oblio.

Al centro il coraggio di vivere.

Patrizia Genovesi

Filmografia.

Ferzan Ozpetek Mine Vaganti

Ferzan Ozpetek Un giorno Perfetto

Ferzan Ozpetek Saturno Contro

Ferzan Ozpetek Cuore Sacro

Ferzan Ozpetek La Finestra di fronte

Ferzan Ozpetek Le Fate ignoranti


CINEMADAMARE

marzo 18, 2010

Roma, 18 marzo – Casa dell’architettura.

Si parla di Cinema con la splendida inziativa di Franco Rina che rinnova la sua edizione di Cinemadamare. Un progetto italiano di respiro  internazionale che incoraggia il cinema giovanile interraziale rompendo schemi e meccanismi che non hanno ragione di essere.   Presenti numerosissimi rappresentanti delle ambasciate straniere a Roma. Presenti rappresentati  delle istituzioni che con entusiasmo promettono nuovo respiro all’attività cinematografica, al mondo giovanile e soprattutto un sostegno alle idee che nascono anche dai non addetti ai lavori che si vogliono sperimentare in questo campo.  Le storie sono di tutti.

Interventi

  • Addetti culturali delle varie Ambasciate
  • Sottosegretario ai Beni Culturali con delega al Cinema, dottor Francesco Giro
  • Assessore alla cultura del comune di Roma, Dottor Umberto Croppi
  • Assessore alla cultura della Regione Lazio, Dottoressa Giulia Rodano
  • Membro di Eurimages, Dottor Claudio Sorrentino
  • Amministratore delegato di Cinecittà Luce, Avv. Luciano Sovena
  • Ricercatore-Università Salerno, professore Giuseppe Festa
  • Direttore Generale Roma Lazio Film Commission, Dott.ssa Cristina Priarone
  • Presidente della Fondazione “R. Rossellini per il Cinema e la Televisione”, Dott. Francesco Gesualdi

Patrizia Genovesi

Soul kitchen di Fatih Akin

febbraio 18, 2010

Un’ampia caratterizzazione psicologica,  emotiva e culturale dei personaggi, un intreccio con snodi e progressi all’interno di una storia che, dipanandosi, acquisisce ritmo e fisicità: questo è “Soul kitchen”.

La storia dello sviluppo del gusto coincide con la manifestazione dell’anima.
Dall’individuo singolo, isolato, all’amicizia e all’incontro.
Dal cibo ingurgitato casualmente, alla cognizione del sapore.
Dalla solitudine alla relazione, all’espressione dei sentimenti,al perdono.
Dal subire gli eventi alla scelta della propria vita.
Dalla casualità al nesso.
Soul Kitchen1 Soul kitchen di Fatih Akin
Un big bang che  supera l’entropia e imprime una direzione alle vicende individuali caricandole di significati sempre più intimi e sofisticati, acuendo nei personaggi i sensi , coinvolgendo la sessualità, la passione per il ritmo e per la musica.
Dal proto uomo insomma,  alla nascità dell’individuo come singolo prima e, successivamente, come essere capace di relazioni significative e gratificanti.
E poi il sogno. Di Fatih Akin.
Volete sapere la trama? Andate e vedete…
Patrizia Genovesi

Il concerto – di Radu Mihaileanu

febbraio 10, 2010

04192712 Il concerto   di Radu MihaileanuLa vita è il sogno di un’armonia che si rivela. La magia dell’istante nel quale terra e cielo si incontrano.

Perchè questo succeda occorre il talento di un artista visionario, che riesca ad avere una percezione del possibile, non del futuro, ma del possibile.

Occorre colui che riveli la potenza dell’arte, che indichi la meta, che raccolga le forze dei singoli e li infiammi. Un artista presuntuoso e fragile, ostinato nel perseguire l’improbabile, a tratti temerario, bisognoso di vette e di abissi. Il miracolo lo compiono gli uomini quando anche per pochi istanti operano all’altezza di se stessi. Così è il protagonista del film, un direttore d’orchestra costretto a scontare la sua fedeltà alla musica contro le ragioni del partito e subire per questo l’eslcusione dalla sua orchestra di elementi ebrei e subire ancora l’ esilio dal proprio cuore, rinchiuso in altre pelli, lontano dalla sua arte. I musicisti verranno raccolti dopo anni sulla via dell’ oblio grazie all’opportunità colta dall’ostinato sognatore, per essere, anche se per un solo concerto, la vera orchestra interprete della meraviglia di Čajkovskij.

Radu Mihaileanu è un regista di grande talento, un funambolo della magia del quotidiano. Ha numerosi capolavori all’attivo: “Train de vie” tra i miei preferiti. Film che si ricordano, che ti cambiano la vita lasciandoti la dolcezza del possibile e il desiderio di volare più in alto di quanto normalmente permettiamo a noi stessi.

Patrizia Genovesi

 Il concerto   di Radu Mihaileanu

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