Belvedere: International Visual Magazine Fefèstival
Ottobre 9, 2008
Si è aperta oggi a Roma con una conferenza stampa tenutasi nella sede di Salotto 42 nel pieno di centro di Roma, il 1° International Visual Magazine Fefèstival: Belvedere.
Belvedere è un festival che si articola in tre giorni durante i quali presso la sede del IED (Istituto Europeo di Design) di Roma si susseguiranno convegni e incontri con i responsabili di alcune delle Riviste più affermate nel campo delle Immagini: fotografia, grafica, creazioni visive. L’organizzazione si avvale del prezioso contributo della Rivista italiana FeFè Visual Magazine (Fefè sta per Free entry Free Exit).
L’immagine è al centro di un certo tipo di mondo, non è l’icona stessa di una cultura dominante anche se nei nostri occhi le immagini più ricorrenti, assillanti, restano quelle della pubblicità e dei video trasmessi dai telegiornali. Troppe immagini spesso si è detto ma molto più verosimilmente le stesse immagini, ripetute all’infinito in un circolo vizioso.
Ci sono però le nuove immagini, quelle incontrollabili che vengono dalla rete, dal web e per il fatto di non essere il più delle volte sottoposte a nessun filtro divengono scomode e vengono denigrate. Quindi il sistema dei media parla di YouTube solo per i video dei bulli a scuola o per qualche bravata pornografica. E’ il sistema tradizionale che si oppone a chi non si addomestica al suo potere.
Più in alto sicuramente in questa ipotetica graduatoria della nuova arte visiva si collocano le Riviste di settore, quelle che si trovano solo in alcune edicole o nelle librerie. Riviste di nicchia che portano avanti un discorso culturale spesso irto di ostacoli e che comunque vede come fruitori un ristretto numero di persone del settore. Così troviamo, accanto a Fefè, la bostoniana Lemon, Rojo da Barcellona e l’olandese Eyemazing. Bimestrali se non annuali che propongono immagini diverse, impatti emotivi del tutto fuori dall’abitudine del nostro quotidiano vedere. Sono pagine ricche di lavori spesso di giovani che sono partiti dalla rete e che non hanno mai perso il legame con essa.
Questo connubio il più delle volte non considerato con la dovuta importanza, tra la stampa e la rete nello specifico dell’arte visiva rende il lavoro di queste riviste pienamente inserito nella logica della Coda Lunga, di prodotti spesso molto interessanti che possono essere fruiti anche su carta come nella logica web.
Ci interessano sempre e molto queste nicchie, ci incuriosisce la creatività che si annida in esse e che non trova spazi di esplosione così come invece, nel medesimo filone artistico, trovarono nei decenni scorsi le opere, anche mediocri in molti casi, di un Andy Wharol.
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