Emanuele Crialese - Respiro

Aprile 30, 2008

Ci piace riproporre la recensione di un film uscito quale anno fa, ma di notevole fascino ed attualità: Respiro di Emanuele Crialese.

Grazia vive senza pelle. Come molti folli.
Ha reazioni abnormi ai fatti osceni della vita che si consumano in gesti minimi di quotidiana violenza.
Grazia non distingue tra il giusto e l’opportuno. Immersa in una sensualità indiscriminata, respira nell’acqua dove gli altri muoiono, soffoca nell’aria torrida che ha bruciato gli isolani nei volti e nell’anima, si ribella isterica a costrizioni millenarie. E subisce.
Il mare la avvolge e l’accarezza, la protegge dal rumore e dal male, contiene i suoi sentimenti, esalta le sue passioni.
Grazia ride e ti spalanca addosso gli occhi di bambina, Grazia gioca. Grazia nuota nuda, parla con gli stranieri e ama i suoi figli.
Pietro, il marito, è un pescatore cavernicolo, sedotto della sua Maria bambina, misto pagano di sopruso e amore. Sanguigno e protettivo.
Quanti animali in questa Itaca contemporanea, animali cani, animali bambini, animali uomini, pettegoli, intriganti, santi e pescatori. Non c’è linea d’ombra tra animale e umanità profonda, e non c’è ombra sull’isola assolata il cui il ritmo del giorno è scandito da fatti e da gesti poveri.

Tutto è intenso.
Chissà se Emanuele Crialese sapeva dove voleva arrivare in quest’opera. Il film vive infatti di vita propria, è la creatura autonoma e sorprendente nelle mani del regista.
La Golino è uguale a se stessa, ce la immaginiamo così fuori dal set: sensuale, sregolata, egocentrica, bizzarra, strafottente e un po’ bambina. Forse per questo ha egregiamente interpretato una parte tanto difficile fino a diventare lei stessa il film. Non dimeno sembra una straniera, un mito, una leggenda più che una donna siciliana che si ribella ad un sistema oppressivo imponendo la sua voglia di vivere.
Chi ha visto questo film non dimenticherà il tam tam primordiale della caccia ai cani randagi, né gli abbracci di lei e il suo essere mare, o le ginocchia di Pietro sulla spiaggia assolata. E soprattutto non scorderà il loro incontro di amanti sposi, nel fuoco
e nel silenzio di un rito notturno, eco del sentimento profondo che unisce
due vite appassionate.
Ottima la regia, pregevole il tentativo di fare un’opera diversa e originale.
La sceneggiatura tuttavia risulta frammentaria. Il film appare come un prezioso mosaico di quadri intensi legati da una strada: quella che collega il villaggio alla spiaggia e l’acqua all’anima degli abitanti di Lampedusa.
Crialese è un talento brillante e questa prova d’autore è notevole.

Patrizia Genovesi

Giorgio Proietti - Lezioni di Direzione d’Orchestra

Aprile 28, 2008

Con questo articolo vogliamo raggiungere due obiettivi, sicuramente ambiziosi. Il primo è quello di rappresentare anche visivamente l’arte della Direzione d’Orchestra e la maestria di chi ha il talento per poterla esercitare.

Interpretare uno spartito e riuscire ad ottenere da ogni singolo strumento quello che sia funzionale all’insieme dell’opera è il meraviglioso compito a cui ogni direttore viene chiamato. Noi, affascinati e il più delle volte sprovveduti, riusciamo a malapena a cogliere la maestria e la magia stessa che risiede dietro quei colpi di bacchetta.

La direzione è anche una disciplina dura che richiede studio e dedizione ai ragazzi che vi si vogliano avvicinare. Vogliamo allora anche promuovere il corso di Direzione d’Orchestra del l Maestro G. Proietti presso il Conservatorio O. Respighi di Latina.


Chiesa avventista del settimo giorno

Aprile 27, 2008

Artoong si apre al contributo di esperti che affrontano argomenti di varia origine culturale.

di Giorgio Penco

Dal sito web della Chiesa Cristiana Avventista del Settimo Giorno.

Il tema del Santuario fu la chiave che svelò il mistero della delusione del 1844. Lo studio di questo soggetto rivelò un complesso sistema di verità, unito e armonico, dal quale risultava che la mano di Dio aveva diretto il grande movimento avventista.

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People in New York City

Aprile 24, 2008

New York City rappresenta in modo molto complesso gli U.S.A. : da un lato non ha nulla della provincia americana, della celeberrima middle-class che è il cuore pulsante degli Stati Uniti, dall’altro però ne costituisce la fotografia quando si pensa all’integrazione delle diverse etnie e culture che in questa città ha trovato la forma più evoluta e completa.

Le persone, People, sono l’immagine stessa della Grande Mela, più dei suoi grattacieli. E’ la risultante delle forze culturali portate dagli individui, ognuno con la sua storia e tradizione, che anche nel corso delle generazioni successive alle diverse ondate di immigrazione ha reso New York uno straordinario specchio della società occidentale.

Attraverso lo sguardo non superficiale su questo popolo si legge la storia passata ma anche quella presente, non sempre serena, di una paese ma forse di un’intera cultura, che affronta a fatica il presente non avendo però la fiducia nel futuro che da sempre è stato il motore che l’ha spinta in avanti.

ENGLISH VERSION

New York City represents the USA in complex ways. On the one hand, it has nothing of the American province, of that most famous middle class that is the beating heart of the United States. On the other, however, it is its image, if we think of the integration of the various ethnic and cultural groups that, in this city, has reached its most developed and accomplished form.

People are the image itself of the Big Apple, more than its skyscrapers. The city is the result of the cultural drives brought forward by individuals, each with their history and tradition which, even in the generations following the various waves of immigration, made New York an extraordinary reflection of Western society.


Through a non-superficial look at this people one reads the past, but also the present, sometimes troubled history of a country and perhaps of a whole culture, which deals with difficulty with the present, having lost the faith in the future that has always been its driving force.

(Traduzione a cura di Silvia Cattaneo)

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