I fotografi dello spaziotempo

Giugno 6, 2007 · Print This Article

La fotografia oggi documenta il reale e preannuncia il possibile, ovvero rivela storie di vita e descrive visivamente mondi virtuali . Si pone come mezzo potente di indagine della sconvolgente scoperta che unisce lo spazio e il tempo in un’unica reale prospettiva”. controc@nto

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Non immagino nessuna prospettiva.
E’ una frase molto usata: rivela quanto la mente umana pensi quasi esclusivamente per immagini e le collochi all’interno di un percorso.
Quando ragioniamo ci “vediamo” localizzati in un posto e in un periodo storico, passato o futuro.
La fotografia come ogni mezzo espressivo adopera un linguaggio. La prospettiva, il contrasto, il colore sono parte integrante di questo linguaggio.

Quando guardiamo un’immagine l’occhio viene attratto dai punti di fuga e segue un percorso prevedibile all’interno dell’inquadratura, lo sguardo segue la successione dei piani e mette in relazione tra loro gli oggetti che si collocano lungo linee guida.
Una fotografia può anche essere composta a tavolino, quasi come un quadro. Il fotografo sceglie pennelli e colori, sceglie gli oggetti della composizione e stabilisce tra di loro un rapporto di senso.
Il fotografo di reportage coglie tuttavia aspetti della realtà che si produce nell’istante davanti ai suoi occhi e li evidenzia collocandoli lungo direttrici prospettiche, posizionando la camera in modo da rendere più efficaci i contrasti di tono e di colore. In questo modo egli rivela una realtà non appena ritraendola, ma agevolandone la leggibilità grazie all’uso abile di un linguaggio.

La fotografia ha la possibilità di suggerire, di entrare in punta di piedi nel mondo dello spettatore, di raccontare la propria verità rispettando i tempi i ritmi dell’interlocutore, la sua capacità di osservazione, il suo mondo di riferimenti simbolici e culturali, la sua sensibilità al colore ed alla luce, poiché permette un’ osservazione progressiva degli elementi che si svelano a chi guarda talvolta con discrezione, talvolta con sfacciataggine, ma sempre con l’incredibile eloquenza di uno splendido mezzo che non ha temuto neppure l’avvento delle più sofisticate tecniche di ripresa digitali.

Internet consente oggi la comunicazione immediata tra persone che vivono negli angoli remoti del pianeta. Viviamo tutti una sorta di grande presente. Capita che la nostra prospettiva, il “procedere verso” del nostro sguardo si collochi in uno spazio virtuale che rappresenta il “dove” e addirittura il “quando” della rappresentazione del nostro pensiero. Dove? In un mondo virtuale “in potenza ma non in atto”, ovvero in un mondo possibile ma non del tutto compiuto.
Quando? Nel futuro. Un futuro reso presente da realtà come Second Life e da scenari di simulazione tridimensionale.

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