Il bianco e il nero i grandi fotografi: Leonard Freed

Maggio 11, 2007 · Print This Article

“A member of Magnum since 1972, Leonard Freed has spent years traveling the world and documenting everyday lives. “For me,” says Freed, “there are two important elements in photography: Time and Truth. Time is sealed as it were. Photos cannot be repeated. They are set forever in a moment in time. Truth is what we are seeking in art. My photos convey what I believe is my truth, expressed through my ability as an artist. You are seeing exactly what I saw.”

Magnum Photo

Un viaggiatore di frontiera
Quando incontrai Leonard Freed mi disse che sarebbe tornato a trovarmi in Italia.
Poco tempo dopo morì.
Voglio ringraziarlo perché si è lasciato guardare negli occhi.
Non succede spesso.

Tante volte le persone intelligenti sono anche arroganti, vivono la loro intelligenza e la loro sensibilità come un potere oscuro, sono torturati dal giudizio e privi di speranza, questo è insopportabile anche se, infondo, penso sia solo un riflesso della grande solitudine alla quale sono costretti da esperienze uniche ed indicibili.
Freed invece era un uomo umile.
Per tutta la vita ha cercato dal come arrivare al perché. Dal come si muore arrivare al perché si muore.

E’ così che è iniziato il viaggio di frontiera di un grandissimo fotografo, un tragitto lungo la linea oscura che separa la vita dalla morte, la pace dalla guerra. Freed non ha temuto di toccare le corde più profonde dell’essere umano, ha fotografato ogni realtà forse pensando che la contiguità con gli aspetti più terrificanti della nostra esistenza potesse abituarlo a lasciare la vita e tuttavia non ha trascurato nella sua opera gli aspetti più passionali, esaltanti, e perfino teneri della vita quotidiana.

Leonard Freed è gli occhi infossati, le labbra sottili e le dita corrose dall’acido, gonfie come i suoi morti, quelli che ha ritratto in una ricerca fotografica compulsava, scendendo agli inferi insieme alla polizia scientifica, lasciandosi coinvolgere dai meandri delle indagini più oscure. Scandaglia gli obitori, vi si fa chiudere per giorni scruta da vicino negli aspetti sconvolgenti della fine umana analizzando impietoso la violenza con la quale essa possa arrivare. -Non mi persuado di come si possa morire, di come ora ci sei e fra un minuto non più - mi dice sorridente.
Parte per ogni zona di frontiera, parte a anche quando i suoi cari lo vogliono con sé. - Non posso non partire, forse la mia è un ossessione.
La frontiera è quella tra la pace e la guerra: tra gli stati dove esci per strada e sai che torni e quelli che quando esci non sai se tornerai. La frontiera è quella tra la violenza e la legalità, tra l’ipocrisia e la verità, tra la miseria e la ricchezza.
La frontiera è quella della paura: - so che quando sono in una zona di guerra e mi metto in pericolo devo avere in mente quale sia la via di fuga, devo essere rapido, molto rapido.

In occasione del Festival della fotografia di Roma L’opera di Leonard Freed è presente dal 12 maggio al 3 giugno c/o Lost&Found, Via Giuseppe Arimondi 3, Roma insieme a Claudio Corrivetti in un’opera sulla città di Venezia. La mostra è curata da Officine Fotografiche.

Condividi questo post:
  • Digg
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Google
  • E-mail this story to a friend!
  • Ma.gnolia
  • NotizieFlash
  • OKNotizie
  • Pownce
  • Segnalo
  • StumbleUpon
  • TwitThis
  • Wikio
  • Wikio IT
  • YahooMyWeb

If you enjoyed this post, make sure you subscribe to my RSS feed!

Comments

Got something to say?