Il bianco e il nero e i grandi fotografi
Maggio 11, 2007 · Print This Article
Gran parte della foto d’autore è scattata in bianco e nero. Gran parte dei reportage sono scattati in bianco e nero. Si dice che il bianco e nero sia uno stile per “intenditori”.
Ci si chiede perché, visto che il mondo è a colori. Visto che il colore è stato l’elemento qualificante della grande pittura, visto che l’avvento del colore nel cinema è stata considerata una rivoluzione. Come coesistono l’alta definizione con l’impressionismo pittorico, l’iperrealismo e il cromatismo esasperati di certe foto di moda con la bicromia? Perché mentre il grande fotografo fa del bianco e nero la sua cifra, il pittore la fa del colore ed entrambi raccontano la realtà? E’ una scelta stilistica o c’è qualcosa di più?
In altre parole qual è il fascino del bianco e nero e soprattutto qual è la sua potenza? La nostra percezione della realtà avviene in gran parte attraverso i contrasti, per vuoti e per pieni, per presenze e per assenze e non solo nella realtà visiva ma anche in quella emozionale. Il buio è assenza di luce, il deserto è assenza di acqua più che presenza di sabbia, il male assenza di bene. Luce, acqua, bene, vita: sono presenze. Buio, deserto, male, morte: sono assenze. Il bianco e il nero ripropongono visivamente l’eterna dualità tra vita e morte. In mezzo scorre l’esistenza con i suoi infiniti toni di grigio. Non voglio dire che dietro ad ogni foto ci sia un’attenta meditazione filosofica sui concetti di vitale e di oscuro, ma queste istanze sono indubbiamente assorbite dalla nostra cultura.
Il colore sembra talvolta aggiungere, talvolta sviare dall’essenza delle cose. Nel reportage di guerra i toni accesi del sangue vengono sottratti allo sguardo dello spettatore senza tuttavia alleviare la drammaticità di certe scene, anzi, depotenziando la violenza di certe situazioni cruente, che può essere talmente forte da deviare l’attenzione dello spettatore sul particolare macabro, il bianco e nero può facilitare la percezione del senso profondo della descrizione. Il bianco e il nero richiamano l’essenza: l’uno è l’assorbimento di ogni cromatismo, l’altro la sintesi. Contengono dunque ogni colore,ogni presenza vitale ed ogni mancanza. “….immaginavo una vita a colori ma la vivevo in bianco e nero, come una lunga sequenza di grigi più o meno intensi, modulati da diverse quantità di luce. Questa era la percezione della ragione che discerne, che raggruppa i concetti e le esperienze per categorie omogenee, le riconduce a quello che la realtà è nella sua natura: un eterno contrasto tra morte e vita.” Da “Romanzo Immaginario” di Peter Kant
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